Energia e versatilità, ecco la nuova Unieuro

Il primo giorno, in tutto e per tutto. Quello dell’inizio degli allenamenti a ranghi compatti della nuova Unieuro, è stato tale per Francesco Nanni che a 32 anni debutta non solo nelle vesti di capo allenatore, ma soprattutto in quelli di coach della squadra della sua città.

Un’emozione che lui cerca di dissimulare, ma che obiettivamente, traspare dalle sue parole pochi muniti prima di dirigere la seduta di gruppo. «È bellissimo essere qui ed è emozionante essere dentro un Pala Galassi che spero di trovare pieno il 4 ottobre all’esordio casalingo con Cento – afferma il tecnico ex Trieste - Per il resto cerco di non pensare troppo al fatto di essere a casa: è bello solo il fatto di iniziare una nuova stagione, conoscere i nuovi giocatori, respirare l’energia di un primo giorno che dovremo portarci avanti per tutto il campionato, tenercela quando ci saranno momenti difficili e usarla anche come contrappeso quando, nei momenti positivi, saper gestire l’onda per essere dei martelli pneumatici e continuare a battere affinché la nostra versione di aprile e maggio sia molto migliore di quella di settembre ed ottobre».

Nanni, e il suo staff formato da Lorenzo Dalmonte e Vasco Pais, hanno per le mani un gruppo nuovo per otto decimi. È una Forlì, dunque, cui dare ex novo un’identità, quale? «Cercavamo versatilità e abbiamo quasi tutti giocatori che possono ricoprire più di un ruolo, volevamo ragazzi che non fossero solo veloci di piedi, ma anche veloci di testa e nel fare scelte perché vogliamo giocare a un ritmo più veloce degli altri. Non sempre saremo più atletici, ma dobbiamo cercare di forzare i nostri avversari a giocare a un ritmo più veloce di quello che prediligono».

Concetto che pare cucirsi bene addosso ai tanti giovanissimi della panchina. Quattro Under 21, alcuni al debutto assoluto tra i senior d’alto livello come Ceccato, Josovic e Zanetti stesso. Una scommessa e Nanni spiega cosa la possa rendere vincente. «Sono ragazzi di grandi qualità e talento. Certo, sappiamo che ci saranno delle normali difficoltà di adattamento come ha chiunque salga di categoria, ma credo che tenendo anche in allenamento un livello molto alto di intensità, possano essere più pronti quando, poi, arriveranno le partite. Non ho dubbi che, a fine anno, li ritroveremo a un livello ben più alto».

Per questo, la stagione di Forlì partita ieri, ha alla base delle regole, anche interpretative, ben precise. «Dovremo avere una chiara identità che ci porti a fare innamorare il pubblico e a trascinarlo giocando con grande energia e spirito competitivo su ogni pallone. Dovremo fare capire che l’impegno non mancherà mai, poi ci saranno gare, spero il minor numero possibile, nelle quali gli avversari saranno più bravi, ma non dovranno mai spingerci sino a giocare in modo diverso da quello che vogliamo esprimere. Il nostro atteggiamento dovrà sempre essere il medesimo».

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