La sconfitta di Livono a Cento nel posticipo, risultato che fa sorridere Rimini e preoccupare ancor più di quanto già non lo sia, Forlì, ha evitato solo in parte che a dieci giornate “ufficiali” dalla fine del campionato di serie A2 si verificasse la situazione più inestricabile che mente umana potesse concepire. Sì, perché ben otto squadre potevano essere racchiuse in 2 soli punti e se adesso lo sono invece in 4, poco cambia.
Anche perché poi ci sarebbe una “nona incomoda” che è sì a seu punti dalla capolista Pesaro ma che pur sempre si chiama Verona che tra cambio dell’allenatore (Ramagli per Cavina) e inserimento dell’ottimo Loro dalla dipartita Bergamo, non è affatto da escludere dai giochi. In questo contesto da “brodo primordiale”, Rbr si gode una settimana di ritrovata serenità post-derby. È arrivato il risultato che serviva, è giunta una prestazione difensiva “under 70” che dopo due centelli subiti al Flaminio è un toccasana e Dell’Agnello può ritenersi il direttore d’orchestra più realizzato del mondo nel vedere e sentire che i suoi tre tenori Denegri, Tomassini e Marini, per una volta si siano messi diligentemente al servizio del coro.
Ciò che ha sempre fatto la differenza in positivo per una squadra ricchissima di talento individuale nel pacchetto esterni, è stata la capacità dei singoli più dotati di rinunciare a qualcosa per il bene comune. Il derby è stata la sublimazione del concetto, con il palcoscenico preso inizialmente da Alipiev (alla miglior prova in biancorosso) e poi da Simioni e Camara, con gli esterni a “fare da sherpa” nella scalata al successo.
La resa dei conti
Questo approccio sarà basilare anche domenica, quando la Dole si recherà a Pesaro per uno scontro diretto che può pesare tantissimo nella volatona di gruppo del campionato. Serviranno gli acuti per battere per la quarta volta du quattro scontri diretti i marchigiani? Certo, ma se la Vuelle ha costruito il suo magnifico campionato sul gruppo, limitarsi a dire che la vittoria passerà dagli incroci Tambone-Denegri e Bucarelli-Marini, sarebbe riduttivo. Domenica come non mai, vincerà chi avrà di più da più elementi.
Quelle tessere del mosaico che l’Unieuro, ferma domenica avendo dovuto affrontare Bergamo, spera di potere recuperare proprio grazie a una pausa che ci voleva proprio. Pausa breve, perché, poi, la “Pieffe” tornerà sul parquet mercoledì prossimo ospitando Brindisi, ma quanto mai necessaria.
Qual è la situazione, allora?
Dieci giorni dovrebbero bastare a Gaspardo per recuperare dal problema al piede sinistro e ripresentarsi in campo contro la sua ex squadra e potrebbero essere sufficienti anche ad Aradori, per il quale gli esami hanno scongiurato guai muscolari seri. Nessuna lesione, ma anche nessuna problematica minore ma comunque fastidiosa. “Doggy” si gestirà nei prossimi giorni per smaltire anche la sensazione di fastidi, poi tornerà in gruppo e in campo.
Chi preoccupa di più è Harper, il cui edema osseo al ginocchio lo costringerà a lavorare a parte sino al termine di questa settimana per essere poi rivalutato all’inizio della prossima. Un riposo lungo, si potrebbe pensare anche troppo, ma se servirà per fargli smaltire un problema che si ripercuote ormai da un mese, allora il beneficio potrebbe essere maggiore del disagio.
Ovvio che poi servirà da parte sua e di tutta la squadra, una prova di carattere estremo. Con Brindisi e non solo. Recuperare su Cento, Mestre ed eventualmente su Milano e Torino, sarà possibile solo se, in un calendario difficilissimo, Forlì giocherà 10 partite col sangue agli occhi. La squadra di Martino è in grado di farlo?