Tutto in una notte, dentro o fuori: alla Dole serve l’impresa a Pesaro

Ne rimarrà soltanto una. E sarà per forza la migliore di una serie bellissima, con attacchi nettamente superiori alle difese, con giocate spettacolari, percentuali al tiro irreali (vedi il 67% da tre di Pesaro in garaquattro), capovolgimenti di fronte, duelli individuali senza risparmio alcuno di colpi. Alla Vitrifrigo Arena è tempo di garacinque (ore 20.45), la partita senza domani che deciderà chi, tra Rimini e Pesaro, avrà il diritto di sfidare - e verrebbe da dire, da favorita - la Gesteco Cividale di Stefano Pillastrini in semifinale. Dopo quattro match piuttosto diversi fra loro, le due squadre si conoscono quasi a memoria, anche se la scelta di coach Leka sui due stranieri da schierare potrebbe cambiare il piano tattico, visto il possibile avvicendamento tra Smith e l’opaco Miniotas, apparso fuori condizione, con la conferma del super Jazz Johnson di sabato sera: «Onestamente non lo so, penso ai miei che è meglio - dice in merito Sandro Dell’Agnello - Smith e Miniotas hanno caratteristiche diverse, ma sappiamo cosa dobbiamo fare, i ragazzi sono pronti per giocarsi questo spareggio, con la consapevolezza di poter vincere ancora una volta in trasferta».

La Dole espugnò infatti il PalaTriccoli di Jesi in garauno, con le armi che sino a qui sono risultate indigeste alla Vuelle: predominio dei rimbalzi, ritmo infernale in attacco. In realtà, però, anche Pesaro si è mostrata offensivamente validissima, con un gioco dentro-fuori di difficile lettura e percentuali pazzesche da tre punti. «Partiamo da un presupposto base, i marchigiani senza la vicenda Bergamo sarebbero arrivati primi e avrebbero conquistato la serie A, ciò significa che si tratta della miglior squadra del campionato. Quindi ce la stiamo giocando alla pari con i più forti, anzi anche meglio, visto che in quattro partite abbiamo preso più rimbalzi, segnato di più e fatto più assist. Tutto questo ci da un’enorme fiducia di poterci prendere garacinque».

Dopo i fuochi d’artificio del Flaminio, è difficile capire cosa succederà nella “bella”: gli attacchi continueranno a prevalere sulle difese o la maggior pressione determinerà un match meno spettacolare, con percentuali più basse e più contatti? Così Dell’Agnello: «Mah, non saprei, può anche essere che non si arrivi ancora a quota 90, ma di sicuro si affrontano due squadre che giocano molto bene in attacco, perché coinvolgono tutti. La cosa irreale è stata l’11/11 da tre di Tambone e Johnson in garaquattro, sono sicuramente degli ottimi tiratori, ma noi dovevamo e dovremo fare qualcosa di meglio per sporcare un po’ i tiri».

A proposito di protagonisti diversi: se in garauno e garadue era entrato prepotentemente in scena Assane Sankare, in garaquattro è stato Simone Aromando, con 13 punti in striscia ad inizio ultimo periodo, a girare l’inerzia del match. Le mosse tattiche impreviste potrebbero risultare decisive per andare avanti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui