Tomassini: «Arriveremo in fondo, non siamo secondi a nessuno»

Dopo una stagione regolare da 9,6 punti, più di un rimbalzo e mezzo e tre assist a partita, ha messo a segno 6 punti nel play- in con Livorno e nelle sette di play-off è salito a 10,42 di media, con 14 bombe, il 61% da due e il 90% ai liberi. Della serie, quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare e i fuoriclasse alzano il livello.

Da vero capitano, Giovanni Tomassini ha preso in mano il timone, azionato il “tom tom” per dettare la rotta decidendo gran parte dei momenti decisivi: 27 punti con conclusioni monstre per indirizzare i quarti con il “sacco” di Jesi in garauno, altri 15 con tutti i canestri decisivi in garacinque alla Vitrifrigo Arena per eliminare Pesaro e 19 con cinque bombe per sbancare subito Cividale. In mezzo regia extra lusso, assist per tutti e gestione dei tempi e dei momenti delle partite da vero professore. Poi sabato pomeriggio si è preso una giornata “di ferie” anche per lui, con zero punti diversi tiri centrati. Voleva forse dimostrare di essere umano con i suoi 38 anni...

Tomassini, partiamo proprio da garadue: dopo due quarti e un po’ alla pari e addirittura il +8 sul 51-43, le otto partite in venti giorni hanno presentato il conto?

«Direi di sì. I quarti di finale di Pesaro ci avevano già tolto molte energie fisiche e mentali, in garauno giovedì siamo andati un po’ di inerzia di quella serie straordinaria e sabato c’è stata la reazione di Cividale che ci sta. Archiviamo e pensiamo subito a garatre».

Finalmente con quasi tre giorni per prepararla: da dove ripartire?

«Effettivamente non avevamo potuto far grandi cose per garauno e siamo andati sulle regole base di inizio anno. Adesso qualcosa studieremo e cambieremo, anche se pure sabato nella sconfitta abbiamo comunque fatto 25 minuti molto buoni. Da qui a martedì, analizzeremo le prime due partite e e ci lavoreremo su».

In questi play-off da prestazioni da fenomeni i 48 punti di Redivo fanno scalpore: come fermarlo al Flaminio?

«Sicuramente la sua gara di sabato resterà negli annali, detto questo dovremo lavorare bene di squadra e non farlo accendere dall’inizio, perché quando si scalda diventa immarcabile. Dovremo fare una bella staffetta per limitarlo e limitarne i rifornimenti, ma dobbiamo lavorare anche su altre cose: sui rimbalzi offensivi e sull’attaccare meglio in primis»

Ruotate in dieci anche in undici, con vero spirito di squadra: cosa è cambiato con i play-off?

«Queste gare decisive, già dalla bella vittoria ottenuta contro Livorno nel play in, hanno fatto scattare probabilmente una scintilla. Sappiamo di essere una squadra lunga e di poter giocare di energia tenendo un’intensità alta e prestazioni molto buone come quelle con Pesaro ci danno molta fiducia. Le stagioni sono fatte di momenti, questo è molto positivo e dobbiamo assolutamente cavalcarlo».

Adesso si può sognare?

«Partiamo dal presupposto che siamo una squadra forte, costruita per arrivare alla fine e provare anche a vincere dopo aver sfiorato il successo lo scorso anno. L’obiettivo, pur entrando da ultimi nella griglia play-off non cambia, è arrivare fino in fondo: abbiamo dimostrato di avere talento e organizzazione e non ci sentiamo secondi a nessuno. Abbiamo avuto e affrontato tante problematiche in stagione che ci hanno dato una classifica che non volevamo, ma il nostro grande valore rimane».

In chiusura ,un pensiero ai tifosi?

«Ce ne sono sempre tanti e ci seguono ovunque. Erano molti anche sabato pomeriggio alle 16 a Cividale con 30 gradi, ora al Flaminio ci aspettiamo il solito pienone ed è molto importante per noi sentire questo calore e questa spinta».

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