Ridotti all’osso, con probabile necessità di concedere tanti minuti agli Under 19, sperando nella resurrezione di Marini: la Rinascita che ieri è partita per Rieti, dove stasera si affronta la Real Sebastiani dell’ex coach biancorosso ai tempi dei Crabs, Franco Ciani, in un turno infrasettimanale durissimo dovrà mettere in campo davvero tutto, per ribellarsi a una sfortuna che per dirla con gli esperti, ci vede benissimo.
Stasera la Dole scende a Rieti sempre più incerottata
Al Palasojourner non si passa
Rieti in casa non perde dal 14 dicembre quando passò Livorno, ma soprattutto sono seguiti i successi su Brindisi, Fortitudo e Cividale, non certo le ultime della festa. In casa biancorossa non ci sarà Giovanni Tomassini alle prese con una lombalgia acuta che gli aveva già impedito di giocare contro Cremona (appena due minuti sul parquet e via in panchina piegato).
Ma non finisce qui: anche Piepaolo Marini è in forte dubbio, per un blocco al collo che l’ha tenuto fermo nella rifinitura di ieri. Su di lui, però, si deciderà in extremis: la sensazione è che si farà di tutto per rimetterlo in sesto, perché mancando Robinson, sempre in attesa dell’arrivo di ‘Godot’ Saccoccia (un’operazione che la società vuol portare a termine ugualmente) la coperta a livello di esterni è maledettamente corta. Tanto che i gioiellini dell’Under 19 Ronci e Sankare, oltre al figlio d’arte Ruggeri, potrebbero risultare determinanti in questo momento.
Il coach allarga le braccia
«Cosa devo dire? La situazione è questa, ci mancano giocatori per portare la palla dall’altra parte - laconico Dell’Agnello - è oggettivamente difficile perché se sei senza lunghi ti puoi arrabattare, ma quando non hai i piccoli, ne risente l’inizio dell’azione, la pressione difensiva, l’intensità. Cercheremo un modo per ovviare alle assenze inventeremo qualcosa».
Senza contare che di fronte c’è una squadra profondissima dove ruotano in 9 se non in 10, con pochi riferimenti e tanta garra: il team di Ciani chiede comunque molto al ‘puntero’ Darius Perry (16.7 punti col 36% da tre), per il resto vive sulle invenzioni di Palumbo, play di stazza e fantasia (7 punti e 2.4 assist), sulla mira del redivivo Mian (7.8 punti e il 40% da tre), e sull’atletismo di Guariglia (10.8 e 3.5 rimbalzi) e Udom (10.5 e 3.8 rimbalzi), che assieme a Dustin Hogue chiudono un quintetto di valore. «Hanno tanti giocatori di esperienza e ottimi tiratori, ma in questa situazione non possiamo permetterci di pensare all’avversario. Dobbiamo concentrarci su noi stessi, capire come possiamo competere, mettere sul parquet tutte le energie e il coraggio che abbiamo. Sul fatto che la squadra farà il possibile non ho dubbi, già contro Cremona è successo: ho rivisto la partita, meglio di così non si poteva fare, poi può capitare la serata storta al tiro».