Serve una Dole formato battaglia perché cominciano i “dentro o fuori”

Umiltà e furore. Servono le caratteristiche della battaglia, alla Dole, per andarsi a prendere i play-off passando da questo spareggio secco con la pericolosa Livorno (ore 19, un play-in inedito che risveglia vecchi ricordi di partite senza domani non sempre felici per il Basket Rimini. L’ottimismo, però, nasce da diversi fattori: prima di tutto la Rinascita è una squadra forte, profonda, con tante frecce nella faretra offensiva e capace di punire qualsiasi difesa un po’ allegra che si possa presentare da queste parti.

Poi c’è il Flaminio: verosimilmente sarà una bolgia dantesca che proverà a trascinare i biancorossi alla sfida contro Pesaro, un qualcosa che mette già l’acquolina in bocca.

«E’ la partita più importante dell’anno? Non lo so, di sicuro è importante visto che chi vince va avanti, chi perde va a casa - come al solito molto pragmatico Sandro Dell’Agnello -. Ci arriviamo dopo una buona settimana di lavoro al completo, consapevoli della forza dell’avversario ma anche della nostra. Sono fiducioso, vedo le facce giuste, è chiaro che dovremo essere pronti a gestire i diversi momenti della gara».

Contro Scafati la Dole ha disputato una partita tutto sommato discreta, forse passata un po’ troppo sotto traccia a causa della festa dei campani ma, se andiamo a rivedere i momenti clou, quel match sarebbe potuto girare in un attimo. «Penso che la nostra prestazione non sia stata affatto malvagia, contro la squadra più in forma del torneo. Se servirà la stessa partita contro Livorno non lo so, è anche difficile confrontare i diversi match in quanto ci sono le caratteristiche diverse delle squadre che poi disegnano storie altrettanto diverse».

Arriviamo allora al ‘nemico’: in stagione regolare ha battuto due volte Rimini, ma se a Livorno si è perso di un’unghia, al Flaminio fu una disfatta colossale, un -32 che rappresenta la peggior prestazione stagionale di Tomassini e compagni. «Sì, ma i precedenti contano molto poco - ne è convinto il tecnico toscano - soprattutto a distanza di mesi, nei quali le situazioni cambiano. Noi, ad esempio, avevamo vinto molto agevolmente a Scafati, che poi è venuta qui a batterci. Di quella partita dobbiamo ricordare una cosa fondamentale, che Livorno ama tirare da tre. Non dovrà farlo liberamente».

Eccole, le chiavi tattiche di una partita che ha anche dei duelli molto interessanti al suo interno: Tiby contro Alipiev, Valentini contro Denegri, Marini contro Woodson. «Quella di Diana è una squadra valida, completa in tutti i ruoli e che si è ulteriormente rinforzata con Lombardi e Penna - descrive l’avversario, Dell’Agnello -. Hanno tanti tiratori, dovremo prima di tutto pressare bene la palla ed evitare che si accendano dall’arco, ma sarà importante anche la tenuta a rimbalzo perché hanno spiccate caratteristiche offensive anche lì. Siamo pronti, sappiamo cosa dobbiamo fare e vogliamo fortemente entrare nei play-off. Di fatto, ci si prepara tutto l’anno per partite come questa».

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