Rimini, arriva uno spareggio, Forlì “arbitra” la promozione

Unieuro salva e ora arbitra della corsa alla promozione diretta in serie A, Dole col paradosso di un tris di vittorie che, però, non ha mutato di una virgola la propria classifica e ora attesa da un venerdì di fuoco a Cividale: 40 minuti che sono un vero e proprio spareggio per i play-off.

È questa la fotografia che ci lascia un’importantissima terzultima giornata di campionato. Quella che per Forlì è valsa la sospirata garanzia di avere ancora un posto al sole in A2 la prossima stagione e che ha visto Pesaro essere momentaneamente detronizzata dal ruolo di prima della classe. E i destini tra testa, retrovie e centroclassifica sono clamorosamente intrecciati negli ultimi due turni di un campionato-rebus, coinvolgendo direttamente le due romagnole. Sì, perché Forlì se è vero che non ha più obiettivi (per i play-in servirebbero due successi e due ko di Torino con Cento e a Rieti operando il sorpasso su Mestre e l’aggancio ai piemontesi), d’altro canto non può nemmeno permettersi di affrontare in ciabatte ciò che resta della stagione. Glielo chiedono l’onore, che questo gruppo ha comunque dentro come senso, e una piazza che a chiudere l’annata con una vittoria casalinga nel sentitissimo derby con la Fortitudo ci terrebbe eccome. Sarebbe la classica gara che vale una stagione. Anche perché l’Unieuro, che domenica andrà a Pesaro, potrebbe diventare la “variabile impazzita” nello sprint finale per la massima serie.

Questa è l’istantanea della situazione: al vertice Scafati, Vuelle e Fortitudo, a pari punti, ma in questo rigoroso ordine di classifica avulsa. I campani affronteranno Avellino in casa e chiuderanno al Flaminio in un delicatissimo e imprevedibile match con la Dole (cha all’andata li sconfisse); Pesaro ospiterà Forlì e poi andrà sul caldo campo della Libertas Livorno all’ultima giornata, mentre Bologna dovrà fermarsi per il proprio turno di riposo, perdendo un giro prima di far visita alla Pallacanestro 2.015. Se Givova e Vuelle vincessero, per la formazione di Caja, non ci sarebbero più chance di chiudere primi. L’unica sarebbe un arrivo a due con Scafati con cui i felsinei hanno il vantaggio nella differenza canestri.

Tutto, insomma, è ancora possibile, così come lo è per Rbr in proiezione play-off, ma solo a patto di vincere venerdì l’anticipo Rai a Cividale, agganciandola e portandosi sul 2-0 coi friulani. Altrimenti, per salire al 7° posto, servirebbero due sconfitte di Rieti a Milano e in casa con Torino (improbabile quest’ultima) e un successo su Scafati negli ultimi 40 minuti decisivi per la promozione della squadra di Frank Vitucci.

Insomma, la sfida contro la Gesteco che a settembre conquistò ai supplementari la Supercoppa proprio ai danni di Denegri e compagni, probabilmente vale tutto per evitare un turno di play-in che, comunque, Rimini affronterebbe in casa propria. Il 9° posto, nella peggiore delle ipotesi, è comunque matematico. Certo che fa specie, in un torneo di cui si è sempre detto che fare un filotto di vittorie o di sconfitte cambiava drasticamente la situazione, i ragazzi di Sandro Dell’Agnello questo “mantra” lo hanno solo pagato e non ne hanno affatto beneficiato. Con le tre sconfitte post vittoria della Coppa Italia sono scivolati fuori dai play-off, con le tre vittorie successive la loro graduatoria non è migliorata.

Paradossi di una A2 davvero indecifrabile che, e questa sarebbe una vera rivoluzione, sta studiando la possibilità di introdurre il salary cap già dalla prossima annata in via sperimentale e, stabilmente, dal 2027-2028. Se il progetto in via di analisi partorirà una proposta concreta e la Fip dovesse ratificarla, prepariamoci a un basket mercato come non lo abbiamo mai visto e tutto da reinterpretare.

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