Questa Dole non conosce limiti e ora vuole riscrivere la storia

Finale. La seconda consecutiva. Roba da stropicciarsi gli occhi, se nonché nel mezzo la Dole abbia messo anche in bacheca una Coppa Italia. A Marzo, in un Flaminio festante, Tomassini e compagni ebbero la meglio in finale proprio di quella Tezenis Verona che, a partire da domenica 9 Giugno, contenderà con i biancorossi il secondo posto in serie A, l’accesso al paradiso dopo la promozione diretta della Givova Scafati.

Orgoglioso e soddisfatto il condottiero della Rinascita, quel Sandro Dell’Agnello che pur in mezzo a mille difficoltà stagionali ha riportato Rbr in finale promozione: «Doverosi complimenti, con tutta la mia sincerità, a Cividale e a Pillastrini, sono una squadra fenomenale, quest’anno e l’anno scorso quinti, spesso snobbati da squadre che poi sono arrivate dietro, ci hanno fatto sudare nonostante l’assenza per tutta la serie di un titolare, questo per noi è stato un vantaggio anche perché avevamo una rotazione più lunga».

Sul match, una ripresa super come spesso accaduto in questi play-off, un netto cambio di marcia dopo due quarti difficili ma comunque chiusi a contatto: «Primo tempo un po’ troppo allegro, figlio della partita di due giorni fa. Quando pensi che sia facile diventa tutto più difficile. Al riposo ci siamo concentrati su questo aspetto, abbiamo sistemato un paio di cose a livello difensivo che hanno funzionato meglio, anche grazie ai giocatori che hanno mosso meglio le gambe rispetto al primo. A quel punto la partita è venuta totalmente dalla nostra parte, sia sul fronte dei rimbalzi, sia per i canestri facili non concessi diversamente dal primo tempo, e questo ci ha consegnato partita e finale. Fare la finale per due stagioni consecutive non è una cosa molto usuale, siamo contentissimi».

Serata partita col brivido del tabellone frantumato da una schiacciata di un giocatore ospite nel riscaldamento, con la partita iniziata alle 22, oltre un’ora e un quarto dopo l’orario previsto.

«Ringrazio davvero tutti quelli che sono intervenuti per cambiare il tabellone perché sono quelle situazioni che capitano di rado, e con le quali non si sa mai come comportarsi, insomma grazie anche a loro perché abbiamo potuto giocare la partita».

Out Pollone, tutto il gruppo ha dato il proprio apporto per arrivare al successo, con i tre “tenori” Denegri, Tomassini e Marini autentici killer nel break che ha di fatto indirizzato il match tra terzo e quarto periodo: «Abbiamo rispedito Pollone a casa perché proprio non ce la faceva, ha avuto un virus intestinale, è arrivato alla partita vomitando, non poteva giocare. Mai come quest’anno e mai come in questo periodo i portatori di mattoncini sono tanti e spesso diversi, anche se abbiamo tre personaggi abbastanza costanti da questo punto di vista che sono i nostri tre piccoli italiani. Però è vero che ognuno riesce a portare un mattoncino diverso ogni partita. Dieci o undici partite in 25 giorni davvero tutte pesantissime, le abbiamo superate di slancio comprese le difficoltà incontrate. Con una prestazione come quella del secondo tempo c’è da essere davvero soddisfatti».

Contenute le folate del fromboliere di Cividale, Lucio Redivo: «Ha sempre fatto le sue volate a tutti in questi anni, ripetutamente. È un giocatore fuori dagli schemi, non tira uscendo dai blocchi o da giochi particolari, ma porta su palla, se la sistema come dice lui e tira con l’uomo addosso, si fa veramente fatica a marcarlo - prosegue il coach biancorosso - Noi abbiamo cercato di negargli il suo movimento preferito, e nel secondo tempo con dei cambi sistematici negargli proprio la ricezione. È il gioco della coperta corta, perché magari ti perdi qualche altro giocatore, ma con lui ha funzionato».

Week-end libero per i giocatori, che lunedì si ritroveranno in palestra assieme allo staff tecnico per iniziare la marcia di avvicinamento alla serie finale contro la Scaligera.

«Di Verona non ricordo nulla della finale di Coppa, abbiamo il tempo per studiarli, eravamo totalmente concentrati su Cividale in questi giorni. Certo è che questi play-off sono caratterizzati dalle vittorie in trasferta, noi abbiamo vinto due volte fuori con Pesaro e una a Cividale. Verona la scorsa estate era e rimane la favorita numero uno per la promozione, però abbiamo le carte in regola per poter vincere».

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