Piero Bucchi scalda Dole-Valtur: “Sarà già clima da play-off”

Non siamo al “dentro o fuori” dello scorso maggio quando Rbr riuscì con molta fatica a eliminare Brindisi dai play-off in cinque partite, ma i due punti in palio domenica sono ugualmente pesantissimi. Dole e Valtur in realtà andranno oltre il match di campionato, perché cinque giorni dopo si ritroveranno, sempre al Flaminio, per la semifinale di Coppa Italia. Competizione importante, certo, ancor di più per Rimini che non l’ha mai vinta e la gioca in casa, ma domenica è un super scontro diretto tra due squadre che credono ancora nella promozione diretta. Pesaro o resto della concorrenza permettendo.

«Si è confermato un campionato super equilibrato - sottolinea Piero Bucchi, coach di Brindisi e come al solito grande ex al Flaminio - dove nessuno è così tanto più forte degli altri. Però c’è una squadra come Pesaro che ha mostrato più continuità di tutti, ha le guardie migliori di tutta l’A2, perché in quel ruolo, da italiani, Bucarelli e Tambone sono un lusso. Ma noi non molliamo di un centimetro, come non molla Rimini».

Bucchi fa subito capire che la partita di Coppa al momento non è nei pensieri suoi e della squadra. «Giocheremo 80 minuti contro Rimini in pochi giorni, ma come sempre si affronta una gara alla volta. Anche perché sono due competizioni completamente diverse tra loro e hanno una diversa importanza».

Bucchi tra l’altro è un re di coppe visto che ne ha vinte due al piano superiore con Treviso e Napoli e una di A2 proprio con Brindisi.

Restiamo sul focus campionato: che partita si aspetta? «Mi aspetto di trovare la solita Dole, ottima formazione, molto fisica, che è rimasta in alto nonostante alcuni infortuni. Sarà una partita durissima, che si avvicinerà parecchio al clima da play-off. Credo che possa ricordare le cinque partite giocate l’anno scorso in post season a livello di ambiente, intensità, atmosfera».

Brindisi è in testa con Pesaro grazie soprattutto al suo rendimento casalingo. «In casa abbiamo perso finora solo contro Forlì, ma per affrontare con ulteriore solidità la parte finale del campionato, dobbiamo migliorare assolutamente il nostro cammino in trasferta. Questo sarà il nostro passo avanti decisivo, a volte fuori casa non sappiamo fermare l’emorragia quando andiamo sotto, credo sia più che altro un fatto di mentalità».

Brindisi è da sempre una piazza calda, che ribolle per il basket e quest’anno la passione si sente. «Già lo scorso anno, quando abbiamo cominciato la post season, la città si era riavvicinata al gruppo, in questa stagione fin dall’inizio c’è stato tanto seguito, anche a Rimini aspettiamo i nostri tifosi».

Fuori Robinson, nuovamente dentro Ogden, anche se ieri è rimasto a riposo precauzionale (entrambi tra l’altro allenati da Bucchi rispettivamente a Sassari e Brindisi), con la Dole che ha trovato un nuovo assetto. Cambia qualcosa per voi? «Direi di no, entrambe le squadre porteranno avanti le loro filosofie e idee di gioco, in difesa e in attacco, con gli aggiustamenti tattici che richiede la partita. Rimini gioca con un americano in meno nel settore piccoli, ma in quei ruoli ha tre giocatori come Tomassini, Denegri e Marini».

Ieri Bucchi ha compiuto 68 anni, oltre 40 passati in panchina, ma la voglia di allenare è sempre la stessa. «Alla base c’è ancora tanto divertimento, se quel fuoco che si ha dentro si dovesse spegnere, sarei io il primo a dire basta. Ma ho ancora tanta voglia di andare tutti i giorni in palestra per fare questo lavoro».

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