C’è tempo o non c’è tempo? All’indomani delle Final Four di Coppa Italia e del trionfo della Dole, sono veri entrambi i punti di vista. Di sicuro, con la ripresa del campionato, non c’è più tempo per cullarsi nel piacere del primo, storico trionfo di Rinascita Basket. La stagione riparte infatti a spron battuto, in una vera e propria apnea: in meno di quaranta giorni, con ben otto partite in questo stretto lasso di tempo, arriveranno i primi verdetti. Addirittura il semaforo verde si riaccende con uno sprint da tre partite in una settimana e il tempo, chiaramente, corre veloce, è fuggente come il famoso attimo.
Dall’altro lato, però, sia nella corsa di testa che in quella nelle posizioni che ballano tra play-in e play-out, non c’è una sola posizione che non sia in bilico e alla quale possa ambire un nutritissimo (e indefinibile) numero di squadre. Otto partite, in questo contesto, sono tante e gli scontri diretti in ogni zona della classifica sono così numerosi che il tempo per cambiare le posizioni da cui si riparte, non manca affatto. Anche in questo caso, però, vale la regola del “chi ha tempo non aspetti tempo”, perché possono bastare un paio di gare, di occasioni perse o confronti diretti sfavorevoli e, voilà, di spazio per rimediare non ce ne sarebbe più.
È questo il quadro che riaccoglie tutte le 19 squadre di A2, Rimini e Forlì comprese, e le tre giornate compresse che le attendono, probabilmente marcheranno in modo deciso la strada verso le posizioni che occuperanno al traguardo del 26 aprile. In una settimana, infatti, si giocheranno un fiume di scontri diretti.
Dole, che ripartenza...
Rbr ha un “bentornato di fuoco”, perché sabato è subito derby in casa della Fortitudo, che sinora ha perso al Pala Dozza una sola volta, e poi sarà replay della finale di Coppa con Verona. Bologna è sopra di due, ma ha giocato una partita in più e a Rimini perse di 15: ripetere il blitz della scorsa stagione al Madison e, poi, bissare con la Tezenis (che è sotto di due, ripartirà ospitando Livorno nell’ennesimo faccia a faccia al vertice e all’andata vinse di 12 punti con la Dole), metterebbe davvero le ali ai biancorossi e riaprirebbe persino la corsa alla promozione diretta. Traguardo che, perdendo a Bologna, forse si allontanerebbe molto anche se Pesaro, che ripartirà a Mestre, ha ancora altri quattro scontri diretti davanti: Fortitudo e Verona in casa, Rieti e Livorno in trasferta.
Resta il fatto, però, che al di là di chi andrà immediatamente in A, anche pole position o prima fila nella griglia play-off, quest’anno possono rivelarsi decisive e al contempo il rischio di scivolare nei play-in fino al 10° posto, è alto per tutti. E allora ogni partita conta e tra week-end e infrasettimanale, ce ne sono davvero delle belle: Fortitudo-Dole, Brindisi-Rieti, Scafati-Cividale, Verona-Livorno, Pesaro-Fortitudo, Dole-Tezenis.
Unieuro per evitare i play-out
A questa si aggiunge l’altra corsa, quella che coinvolge l’Unieuro e, con la squadra di Forlì, anche Torino, Cento e Ruvo di Puglia. Due di loro saranno costrette ai play-out, due tra un mese saranno salve. Anche in questo caso, le prossime tre partite daranno indicazioni molto chiare sul destino che può attenderle. A partire proprio dal duello di domenica tra Ruvo e Forlì, una “partita doppia” che per i ragazzi di coach Martino serve da un lato a mettere un’ipoteca quantomeno sul 16° posto utile ad avere sempre il fattore campo negli spareggi salvezza (sarebbe +6 col 2-0 sui pugliesi), dall’altro a correre davvero per superare una tra Benedetto XIV e Reale Mutua.
L’Unieuro giocherà conoscendo già il risultato dell’anticipo tra Cento e Avellino, ma questo conta solo per gli effetti possibili del “dopo”, non per il “prima”. I biancorossi devono costruirsi la salvezza con le proprie mani e Ruvo rappresenta da un lato una grande chance, dall’altro un’assoluta incognita: la squadra di Rajola ha giocato l’ultima volta il 22 febbraio, si ripresenterà in campo dopo un mese esatto. Vantaggio o svantaggio?
Insomma, i destini sono tremendamente incrociati, ma se Forlì riuscisse a fare 4 punti tra domenica e turno infrasettimanale casalingo con Avellino, il cielo potrebbe schiarirsi. Cento, infatti, va in Irpinia e poi ha Brindisi in casa, mentre Torino (a +4 ma sotto 0-2) scende a Pistoia che deve evitare l’ultimo posto e poi aspetta una Scafati in forma. C’è tempo per tutti e per tanti scenari. Non troppo, però.