Ha preso davvero un bel ritmo, la Rinascita, che è in fiducia totale e guarda all’importante e non scontata sfida con Vigevano di domenica prossima come l’ennesima occasione per risalire la classifica e presentarsi nel turno infrasettimanale di Forlì col vento in poppa. I quattro successi consecutivi, ottenuti con uno scarto medio di 17.4 punti (nessun fa meglio in A2, neppure la capolista Livorno), dimostrano che Rimini ha iniziato a carburare per davvero, nel momento in cui i due stranieri si sono integrati in un gruppo che aveva già delle certezze italiane dalla passata stagione.
Vedendo come la Dole domina le partite addirittura sin da principio come a Milano (+21 ad inizio secondo quarto...), si capisce quale fosse l’obiettivo in sede di mercato di coach Dell’Agnello e del dg Nicolai: non andare a modificare gli equilibri offensivi, perché i tre tenori Denegri (12.1 punti con il 48% da tre), Marini (11.4 punti e 4.1 assist), Tomassini (7.7 punti col 43% da tre) sono quanto di meglio si possa avere a questi livelli. Da lì nasce la scelta di Cody Demps (8.6 punti col 53% da due e 4.3 rimbalzi) che funge da raccordo, da specialista difensivo sugli esterni americani avversari e da potenziale bocca da fuoco alternativa, quando gli esecutori principali sono raddoppiati. La differenza, però, ha un nome ed è senza ombra di dubbio quello di Mattia Udom. L’ala classe 1993, sui due lati del campo, è un lusso che pochissimi possono vantare a queste latitudini (11.7 punti, 4.9 rimbalzi, percentuali sopra il 50 sia da due che da tre). Capace di colpire da ogni zona, è difficilmente marcabile per il suo innato atletismo, e anche dietro fornisce quelle garanzie che l’anno scorso, a volte, mancavano. Rimini, oggi, è una squadra difensivamente ermetica (71 punti concessi, quarta miglior retroguardia dell’A2) e offensivamente non ‘scoutizzabile’, perché ogni volta c’è un protagonista diverso tanto che per gli allenatori avversari, scegliere dove concedere e dove aggredire è davvero complicato.