La Dole si gode la vetta e il Robinson ritrovato

E se fosse Gerald Robinson il valore aggiunto nel momento clou della stagione per la Rinascita? Forse in pochi si ricordavano dell’effettivo peso del play americano nello scacchiere di Dell’Agnello: assente da tre mesi e rientrato da appena due settimane, “GR” è stato subito decisivo a Ruvo di Puglia con 20 punti e 8 assist, dispensando giocate di classe e punendo tutte le scelte della difesa pugliese che, collassata su Denegri (in posizione di play), ha finito per prestare il fianco ai piazzati del numero 22.

La sensazione, nitida, è che questa Dole abbia ancora dei margini di miglioramento notevoli: era importante infatti uscire dalla mini-crisi che le tre sconfitte consecutive avevano causato, ma soprattutto iniziare a ritrovare un nuovo equilibrio, che da qui al rientro di Ogden, previsto nei primi giorni di marzo, sarà la stella polare in casa Rbr. Soprattutto dopo la “botta di fortuna” che ha riportato la Dole al comando della classifica grazie all’annullamento dei risultati di Bergamo, da ieri ufficialmente esclusa dalla A2. Rimini dunque si ritrova al comando con Pesaro, Cividale e Brindisi, e può guardare al futuro con rinnovate ambizioni di Serie A diretta.

Capitolo molto importante

Giovanni Tomassini intanto è rientrato in gruppo, avendo smaltito i postumi della leggera distorsione alla caviglia patita nel finale di gara a Ruvo, mentre Pierpaolo Marini ha svolto ancora lavoro differenziato e permangono i dubbi sul suo impiego con Avellino quando Alessandro Grande tornerà al Flaminio da avversario. Inutile forzarne il rientro, considerando che il problema è muscolare (risentimento agli adduttori) e che il turno infrasettimanale non si giocherà per il ritiro della Blu Basket. Il roster a disposizione di “Sandrokan” è infatti piuttosto lungo, e nel reparto piccoli si è arricchito di una presenza, quella di Stefano Saccoccia, che può dare respiro a Denegri (che ha tirato la carretta per mesi). Il classe 2006 ha mostrato faccia tosta e personalità, un po’ come ha fatto Sankare che inizia verosimilmente a spiccare il volo verso quote non definite: la doppia-doppia di Ruvo, che l’ha elevato a mvp del match, deve essere l’inizio di una consapevolezza nuova, quella di poter essere un fattore in una posizione, quella di ala piccola, nella quale si trova molto bene. L’atletismo è ai massimi termini, manca un po’ di precisione da fuori ma se il 2007 riuscirà ad addolcire la mano, potrebbe davvero ricalcare le orme del “famoso” Niang della Virtus Bologna. La somiglianza è notevole, sia per modo di porsi in campo che per capacità di creare un vantaggio, con quell’innata capacità di capire dove finisce un rimbalzo, caratteristica determinante nel basket moderno.

Il punto interrogativo è invece Alipiev: è vero che lui è il primo a sapere di essere il sostituto a tempo di Ogden, ma le premesse parlavano di un attaccante pericolosissimo da fuori che sin qui non si è visto.

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