La Dole si gode la grande ascesa del suo “Roncino”

Già l’esordio in Serie A a fine dicembre con canestro nel suo Flaminio contro Pistoia era stato da sogno per Nicolò Ronci. E’ vero, erano due punti a partita finita e in quello che in Nba chiamano “garbage time”, ma si trattava di un poco più che 16enne (!!!).

Quanto accaduto mercoledì a Rieti va invece ben oltre il sogno e, sommato alla prova monstre di lunedì in Under 19 contro la super big Armani Milano, illumina la settimana più dura della Dole 2025-2026 e la rende da incorniciare per “Roncino”, come lo chiamano affettuosamente tutti. Ammesso che si possa definire “ino” un ragazzo di 191 centimetri destinato a crescere ancora vista la carta d’identità che più verde non si può in certi palcoscenici.

Roba da Enzino Esposito e Nando Gentile ai tempi di quella Juve Caserta che Sandro Dell’Agnello conosce più che bene... Nella sala stampa del PalaSojourner c’è chi è arrivato addirittura a scomodare un Drazen Petrovic 17enne, prima che a riportare la situazione sulla terra con bellissime parole al miele ci pensasse lo stesso coach biancorosso: «Roncino è stato veramente molto bravo, perché in trasferta, in Serie A, quasi all’esordio, ha giocato con grande personalità. Lui sa giocare a pallacanestro, deve mettere su soltanto qualche chilo che la giovane età ancora non gli ha dato. E’ un ragazzo di carattere, siamo molto contenti, orgogliosi di lui e fiduciosi per il suo futuro».

Meglio di un otto in pagella per chi a scuola ci va ancora tutti i giorni, prima di correre agli allenamenti. E chissà quante ne avrà da raccontare in questi giorni ai compagni di banco, a differenza dell’esordio quando lo “fregarono” le vacanze natalizie e ha dovuto attendere il post Epifania.

Molti di loro saranno stati sugli spalti a tifare per lui, lunedì sera nell’impresa contro Milano vinta con una rimonta da urlo dal -18 nel terzo quarto. E si saranno esaltati per i “numeri” con cui ha mandato in tilt i numeri uno dell’Ibsa Next Gen autografando 29 punti, lui in pratica Under 17 fra gli Under 19. A Rieti, in 15 minuti e mezzo di partita vera nella tana di una big ne ha messi a referto 7 con 3/6 da due, 1/1 ai liberi, un rimbalzo e una palla recuperata. Roba grossissima e una delle poche luci in giorni bui in casa Rbr.

Fra queste, un’altra buona prova del “socio” d’impresa con la EA7 Assane Sankare, che ai 23 punti e 22 rimbalzi del PalaSgr ne ha aggiunti 9 con 7 rimbalzi (ancora una volta più di tutti) nel Lazio. E poi i primi tempi di Pollone (in crescita) e Leardini, che, come non bastasse, nella ripresa è rimasto ai box aggiungendo il suo nome alla lista davvero infinita dell’infermeria.

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