La Dole per il settebello ma Torino è un osso duro

Rimini è in striscia da sei giornate consecutive, Torino ha perso l’ultima a Mestre ma prima ne aveva a sua volta vinte sei di fila: la sensazione è che al Pala “Gianni Asti” si affronteranno due squadre in salute, pronte a dar vita a una sfida intensa e spettacolare.

La favorita, ovviamente, è sempre la Dole che viaggia con il vento in poppa e al momento, sembra difficilmente arginabile da parte di qualunque avversario, perché ha trovato un equilibrio quasi perfetto anche senza Robinson (dovrebbe rientrare a fine mese) e con un Alipiev in più nel motore, può tornare a ri-allungare le rotazioni.

«Stiamo bene siamo contenti perché oltre ai risultati direi che stiamo giocando un buon basket, motivo per cui in ogni partita, anche se ci sono momenti difficili, non ci abbattiamo e siamo consapevoli di poterla portare comunque a casa - spiega Sandro Dell’Agnello, fresco del rinnovo contrattuale -. I ragazzi lavorano bene, si aiutano in difesa e si passano la palla in attacco. Dobbiamo proseguire, ora viene il bello».

La novità Alipiev

Con ogni probabilità vedremo ancora Sankare in quintetto, mentre Alipiev sarà una delle prime alternative dalla panchina: il bulgaro, comunque, non sposta di molto le situazioni rispetto a Ogden, visto che le caratteristiche sono simili. «Sì, è il classico lungo tiratore al quale piace aprire il campo - conferma il tecnico biancorosso -. Ho trovato un ragazzo sveglio, che conosce molto bene il nostro campionato e quindi si inserirà velocemente nei meccanismi, fondamentalmente è un 4 ma può giocare anche qualche minuto da numero 3, ci darà una grossa mano sicuramente».

Di fronte, si diceva, un team scorbutico, duro a morire, che poggia sul duo americano formato dall’esterno Teague (17.8 punti di media col 40% da tre) e dall’ala forte Allen (19.5 e 3.4 rimbalzi offensivi, primo in A2), ma può contare anche su italiani abbastanza rodati come il play Schina e l’ala piccola Severini, mentre sotto le plance sgomita l’eterno Bruttini. «E’ una squadra tosta, che tende a far giocare male gli avversari, per cui serve una partita intelligente, di pazienza, dove bisogna controllare i rimbalzi e soprattutto evitare le palle perse, un problema che all’andata ci costò dei problemi - prosegue ‘Sandrokan’ -. La difesa sui loro due americani sarà probabilmente decisiva».

Sfida difficile ma non impossibile, dunque, per una Rinascita che, una volta raggiunta ala vetta della classifica, adesso vuole ballare fino alla fine puntando al bersaglio grosso. Del resto Paolo Carasso ha dichiarato che la società è pronta per la serie A, quindi perché non provarci? «Mancano ancora tante partite, essere in testa dopo tutto quello che abbiamo passato è incredibile e non immaginabile, ora l’obiettivo deve essere restare nelle prime posizioni, poi a maggio vedremo, ma dobbiamo sempre essere ambiziosi».

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