C’è chi si è seduto sui gradini della sede, al Flaminio, già alle prime luci dell’alba di mercoledì. E alle 6.40, la fila in attesa dell’apertura degli uffici raggiungeva quasi la via Flaminia. Anche senza l’ultimo “botto” di mercato, lo straniero numero “3” del definitivo salto di qualità per ambire alla promozione diretta che potrebbe essere annunciato nel weekend, è super febbre biancorossa. Lo testimonia il primo giorno della campagna abbonamenti 2026-2027, quando in ossequio al claim “Rimini Rimini / Innamoratissimi di te” si sono presentati al rinnovo della tessera ben in 247. Una cinquantina in più di dodici mesi fa.
La Dole ora guarda alla Slovenia: è Hrovat l’idea per l’ultimo slot
Caccia al numerato
Nella maggior parte dei casi si tratta di titolari di una tessera nei settori non numerati che hanno voluto cogliere l’occasione di accaparrarsi un posto nelle nuove Laterali Numerate. In quella che è una delle principali novità di questa stagione. E anche ieri si è proseguito a tutta, sulle ali dell’entusiasmo, facendo registrare in due giorni 307 abbonamenti. Ricordando che la prelazione scadrà il 31 agosto e che da settembre arriverà la vendita libera, arrivare a 1947, l’anno di fondazione scelto come limite massimo di abbonamenti in ossequio all’80esimo anniversario del Basket Rimini, non sembra un’utopia.
Rotta sulla Slovenia
Dopo l’arrivo del “centrone” 37enne Deshawn Stephens, quando oramai i giochi per il lungo sembravano quasi fatti con il canadese Kalif Young, anche per l’ultima casella mancante allo scacchiere di coach Sandro Dell’Agnello potrebbe esserci un cambio di rotta sul filo di lana.
Non è un mistero che la Dole punti forte da settimane sull’ala americana Cameron Reynolds, ma, nonostante un’offerta di quelle patinate e un accordo dato più volte praticamente per fatto, il classe 1995 a Trento nella stagione 2021/2022 e reduce da due belle annate in Grecia con il Maroussi continua a tentennare e ad attendere un’occasione in Serie A o in una massima serie europea. La dirigenza ha sempre tenuto calde nel frattempo altre piste, su tutte quella dello sloveno Gregor Hrovat. Il classe 1994, alto 196 centimetri, è un punto fermo della sua nazionale, un’ala piccola che agisce anche da guardia di grande esperienza e qualità: nelle ultime quattro stagioni ha vestito la maglia del Jda Dijon con cui nella scorsa stagione ha prodotto 17 punti, 3,5 rimbalzi e 3,5 assist di media nel massimo campionato francese e 12,2 punti, 2,7 rimbalzi e 3,3 assist di media in Fiba Europe Cup.
E’ lui l’indiziato numero uno per chiudere un’estate di super trattative che ha visto le conferme dello zoccolo duro tricolore (capitan Tomassini, Denegri, Marini, Leardini, Simioni), l’arrivo di due italiani di ottimo livello come il play Bartoli e l’ala grande Udom e di due dei migliori prospetti nazionali come i 2007 Matteo Lenci, ex Virtus Bologna, e Simone De Gregori, ala forte riminese uscito dal vivaio di Insegnare Basket Rimini e Angels e lo scorso anno in forza alla Vanoli Cremona. Ci sarà da divertirsi, questo è sicuro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA