La “cronoscalata” della Dole si conclude con il replay della finale di Coppa Italia: al Flaminio, in un post Fortitudo ricco di rimpianti, arriva infatti nuovamente la Tezenis Verona di Ramagli e dell’ex Justin Johnson (ore 20.30, arbitri De Biase, Nuara e Di Martino), che battendo Livorno ha appaiato Rimini in classifica, relegandola attualmente all’ottavo posto, anche se la graduatoria è talmente corta che basta vincerne due di fila per ritrovarsi a un passo dal cielo.
«La situazione si sta scremando - analizza Sandro Dell’ Agnello - Brindisi e Pesaro sono le favorite per la promozione diretta e noi siamo nel gruppone che deve cercare un posto al sole. A mio parere siamo in una posizione ottima perché su 30 partite, 24 le abbiamo giocate con la squadra non al completo. Pensare al primato, in queste condizioni, penso fosse una vera utopia, senza dimenticare che abbiamo pure vinto la Coppa Italia».
Sebbene le attenzioni dovranno essere riservate a McGee (che in Coppa giocò malissimo, ben contenuto da Leardini) e soci, in casa Rbr tiene ancora banco la sconfitta nel derby di Bologna, perché sarebbe bastato davvero poco per portare a casa due punti che avrebbero fatto una differenza clamorosa, anche in ottica di griglia play-off. «Credo che ci rimanga tanto di buono da quella partita – difende i suoi, il tecnico biancorosso – perché siamo andati a un centimetro dal vincere contro una squadra che in casa aveva perso una sola volta su quindici. Delle ultime quattro partite con squadre di grossa levatura, che puntano alla serie A (Brindisi, Fortitudo, Verona, ndr) ne abbiamo vinte tre. Il bicchiere è assolutamente mezzo pieno, anche se dispiace aver lasciato lì la vittoria, anche a causa di un episodio negativo (il fallo e canestro su Sorokas che ha portato tutti all’overtime, ndr)».
Bisogna voltare però pagina: Verona, contro Livorno, ha saputo far fronte ad assenze e problematiche fisiche confezionando un match molto solido, cosa che non le era riuscita nella finalissima di Coppa, dove era stata dominata atleticamente da Camara e Sankare. «Dobbiamo essere pronti a tutto, la partita sarà un po’ diversa dall’ultima, perché prepareranno qualcosa di specifico. Con Livorno hanno cambiato il quintetto inserendo Bolpin e Spanghero, per cui le caratteristiche dei giocatori mutano. Il precedente c’è e vogliamo replicare la supremazia a rimbalzo: solitamente, chi vince quella sfida alla fine si prende i due punti. A Bologna, ad esempio, abbiamo peccato in questo fondamentale».
I 18 rimbalzi offensivi concessi alla “Effe”, infatti, gridano ancora vendetta, ma nonostante questa situazione Dell’Agnello ha preferito, da metà terzo periodo in poi, “andare” senza il suo totem Camara. «Bisogna stare attenti quando gli altri mettono in posizione di “cinque” un “quattro”: la Fortitudo lo ha fatto con Sorokas che ha messo un po’ in crisi Gora. E’ stata quindi solo una scelta tecnica, dobbiamo sempre valutare tutto».