La Dole inizia l’anno sempre in vetta ma stavolta il primato vale molto di più

Ha chiuso il vecchio e iniziato il nuovo, esattamente come aveva fatto l’anno scorso: il 2026 del campionato di Serie A2 si apre all’insegna di Rinascita Basket Rimini, in testa alla classifica, e se la continuità al vertice è sorprendente visto il livellamento estremo del torneo in corso, il primato di questa stagione forse vale ancora di più di quello del gennaio scorso.

Rimini ha 28 punti contro i 32 di dodici mesi fa, verissimo, ma se ci si riflette con calma confermarsi ha un peso superiore non semplicemente per il fatto stesso di esserci riuscita, ma perché l’inizio del campionato 2024/2025 vide un allineamento astrale quasi perfetto nel cielo di Rbr, mentre da fine settembre in poi coach Dell’Agnello ha dovuto affrontare una serie lunghissima di problemi: l’assenza sin dal precampionato di Gora Camara, poi quella per quattro partite di Giacomo Leardini, quindi l’infortunio all’inguine che sta ancora tenendo ai box Gerald Robinson e, infine, quello al piede sinistro che ha fermato Mark Ogden nel suo momento migliore. Chiaro che essere lo stesso in vetta assieme a Brindisi e Pesaro (anche loro a dover fronteggiare assenze e comunque a +12 e +8 rispetto all’annata precedente), vale tantissimo e di più del primato d’inizio 2025.

Se la Dole sta ottenendo questi risultati e, soprattutto, una sempre più tangibile capacità di crescere nell’arco dei 40 minuti, come hanno dimostrato i successi a Forlì e Torino, è sicuramente anche grazie a dei jolly scoperti, o diventati tali, in corsa. Un nome su tutti: Giacomo Leardini. È lui la grande rivelazione di quest’ultimo mese di campionato. L’ex Vigevano è diventato un perno della difesa biancorossa e il suo contributo è salito notevolmente anche in attacco. Doppia cifra nelle ultime due trasferte, quasi 8 punti e 4,5 rimbalzi di media nelle ultime quattro gare rispetto ai 3,8 punti e 1,6 rimbalzi dei dodici match giocati in precedenza. Il suo impiego in campo, poi, è salito da 15 a quasi 25 minuti a partita e l’assenza di Ogden nelle ultime due gare conta sino a un certo punto, perché è da sei partite che Dell’Agnello lo utilizza per oltre 21 minuti a sera. Forse perché, fatte tutte le debite proporzioni, sta iniziando a vedere in lui un “piccolo Sandrokan” di quando lui stesso era giocatore?

E mentre Rimini gode in classifica, si gusta in questi giorni l’essere al centro della scena nazionale giovanile con la seconda fase della Next Gen Cup e spera di poter giocare in casa le Final Four di Coppa Italia, “strappandole” a Bologna e a Pesaro, Forlì da un lato prova a intromettersi nella corsa all’organizzazione della kermesse di Lega (la voce è iniziata a circolare in queste ore, ma le chance paiono deboli), dall’altro si chiude in palestra per mettere nel mirino una vittoria-ossigeno a Mestre. L’ultima volta che giocò al Taliercio, era la prima giornata del campionato 1987-1988 e l’allora Jolly Colombani s’impose con un canestro sulla sirena dalla propria metà campo di Mark Landsberger.

Altri tempi, altri protagonisti e ora la priorità dei romagnoli è recuperare Demonte Harper in vista di una sfida che potrebbe anche decidere il futuro di Antimo Martino in panchina. Dieci partite con una sola vittoria rappresentano una delle serie negative peggiori per Forlì negli ultimi anni. Andando a ritroso, ci sono le 13 sconfitte consecutive del 2016-2017, primo anno di A2 della nuova società con le prime 6 nella gestione Gigi Garelli e le altre 7 con il subentrato Giorgio Valli. Poi si ricordano le 10 sconfitte su 11 gare del 2011-2012 e i 10 ko uno dietro l’altro tra il 19 dicembre 2010 e il 6 marzo 2011. In due di queste circostanze, Pallacanestro 2.015 e Fulgor Libertas prima di lei, riuscirono comunque a salvarsi, pur cambiando tecnico (Vucinic per Di Lorenzo e Valli per Garelli), ma anche rivoluzionando e di parecchio la rosa. Operazione facilitata dai regolamenti di allora, quando, oltre a una maggiore movimentazione degli italiani, si potevano tesserare i “comunitari” (e Shawn Huff fu decisivo) e i “passaportati” (da Mike Nardi a Ryan Amoroso).

Ora tutto questo non è più possibile, ma con le avversarie dirette che si rinforzano continuamente, vedi Pistoia con Ivan Buva, Ruvo di Puglia con Russ Smith, e Roseto che potrebbe inserire Pugliatti da Trapani, l’Unieuro non può davvero permettersi di rimanere al palo.

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