Vincere. Magari convincendo. Non esiste altro risultato per la quarta giornata della Rinascita, che dopo gli amari ko con Avellino e Fortitudo vuole regalare la prima gioia ai suoi tifosi in un Flaminio che, contro Mestre, si preannuncia ancora gremito (ore 18, arbitri Pazzaglia, Ferretti, Bertuccioli).
Chiaro: la Gemini di coach Ferrari non verrà in Riviera per fare da comparsa, ma c’è una differenza notevole tra i due roster, uno costruito per stazionare nelle parti alte della classifica, l’altro per cercare un’altra salvezza miracolosa. In casa Dole non c’è nessun tipo di preoccupazione per l’avvio un po’ a rilento, giustificato, secondo l’entourage biancorosso, da situazioni imprevedibili (vedi il “passi” non fischiato a Francis che ha poi portato alla tripla sulla sirena di Mollura) e anche dalla difficoltà di un campionato che nelle prime cinque giornate oppone a Rimini tre delle squadre più forti dell’A2 (Avellino, Bologna, Sassari). «Sarebbero bastati due punti in più - torna per un attimo con la mente alla beffa di due settimane fa, Sandro Dell’Agnello - per avere un quadro molto meno fosco di quello che pare esserci. La realtà è che siamo appena all’inizio, che la squadra migliora e che io vedo massimo impegno e massima disponibilità in allenamento. Ieri (venerdì, ndr) abbiamo lavorato alla grande, sono convinto che disputeremo un’ottima partita».
Mentre la difesa continua a reggere - i 4 punti concessi nel secondo quarto del Paladozza lo confermano - è l’attacco che sta mancando un po’, vuoi per qualche palla persa di troppo, vuoi per percentuali che non si addicono alle dolci mani dei biancorossi. «Sicuramente dobbiamo essere più fluidi, a volte palleggiamo troppo e così fai il gioco della difesa, mentre passaggi più veloci portano a buoni tiri - prosegue il tecnico della Rinascita - Ma mi sento di dire, anche dopo aver rivisto le nostre partite, che molte delle conclusioni che prendiamo sono in ritmo, per cui non appena le medie si alzeranno, vedrete tutti la differenza». Tornando al presente, Mestre è una squadra sicuramente “leggera”, che non può reggere l’impatto fisico di Udom e compagni, anche se non andrà sottovalutata. «Il rischio è sempre quello, bisogna stare sul pezzo soprattutto a metà ottobre, quando ancora ci sono degli adattamenti e le sorprese sono all’ordine del giorno - ammonisce tutti “Sandrokan” - Basta una nostra prestazione sotto tono e una loro sopra le righe per pareggiare il gap, per cui ripartiamo dalle nostre sicurezze difensive, soprattutto per contenere i loro tiri immediati, spesso dopo un passaggio. Si tratta di una squadra sbarazzina, che non ha niente da perdere e spesso affida Curry i suoi possessi offensivi: l’ala americana è il classico giocatore di uno contro uno, che prende palla e crea dal palleggio per se o per gli altri».
Un altro motivo per vedere più spesso un quintetto coi due play, Bartoli e Denegri, assieme? «Sicuramente lo proporremo in alcuni momenti del match, è un assetto che mi piace».