Se pensiamo all’avvio di stagione di Rinascita Rimini possiamo affermare che il barometro si sta spostando verso l’alta pressione dopo una primissima fase di comprensibile turbolenza atmosferica. La quarta vittoria consecutiva ottenuta in scioltezza sul campo dell’ Urania Milano ha spinto in alto il nome di Rimini e ne ha rialzato decisamente le quotazioni. Tanto più se pensiamo che adesso al Flaminio arriva Vigevano e c’è la concreta possibilità di allungare la serie e presentarsi a Forlì con grande convinzione.
Cinque vittorie in fila non sarebbero certo un record per la Dole, che anche nella frammentaria regular season dello scorso anno ne inanellò otto tra fine novembre e metà gennaio, ma significherebbero che una propria dimensione la squadra di coach Dell’Agnello la sta trovando. Difensiva sicuramente, perché Rimini non ha mai subìto 80 o più punti sinora, ma anche offensiva grazie alla crescita di alcuni elementi chiave. Tre in particolare. Il primo è Mattia Udom, che nelle ultime quattro gare viaggia a 13 punti di media con il 56% da due e il 62% da tre a testimonianza di un peso crescente nei meccanismi; il secondo è capitan Tomassini che ha ritrovato la mira e viaggia col 44% dall’arco nelle ultime vittorie per 11 punti di media. Il “caso” più significativo, però, è quello di Pierpaolo Marini, 13 punti, addirittura 4 assist e il 43% dalla lunga nell’ultimo poker di successi, ma soprattutto unico giocatore della Dole che, nelle vittorie, è andato sempre in doppia cifra.
Morale: puoi cambiare addendi e il loro ordine, ma il “prodotto Marini” e la sua importanza, per Rimini non cambiano mai.