Dopo sette, estenuanti mesi di campionato e ben otto squadre alternatesi al comando della classifica, la Serie A2 ha avuto finalmente la sua regina: la Givova Scafati con un rush finale pazzesco e un girone di ritorno da ben 15 vittorie su 18 partite, ha messo la freccia, è scappata via e si è ripresa la Serie A dopo un solo anno di permanenza al piano di sotto.
Lo ha fatto incoronando Frank Vitucci a indiscutibile allenatore dell’anno e Bruno Mascolo a Mvp “senza se e senza ma” del campionato, ma ha dovuto sudarsi fino all’ultimo possesso una corona che la Dole le ha fatto davvero temere di non indossare. E questa considerazione ci porta dritti a ciò che, da oggi, sarà il lungo percorso che condurrà alla proclamazione della seconda promossa in massima serie.
Partono i play-in, sportivamente drammatico preludio alla definizione della griglia delle otto contendenti al secondo pass per il paradiso. Si inizia con il match che più di tutti ci riguarda da vicino: alle 20.45 va in scena Libertas Livorno-Urania Milano e in 40 minuti (se basteranno) si conoscerà la sfidante della Dole al secondo turno che assegna l’8° posto in griglia play-off. Domani alle 20.30, invece, scocca l’ora di JuVi Cremona-Torino, la cui vincente andrà poi a giocarsela, domenica, ad Avellino.
Rimini, dunque, attaccata al monitor per capire chi sarà la sua avversaria. La favorita d’obbligo è Livorno e, se così fosse, è senz’altro la peggiore contendente che potesse mettersi sul cammino dei biancorossi. Il ricordo del 77-109 maturato il 25 gennaio a Flaminio brucia ancora, ma è anche il miglior stimolo possibile per Rbr affinché possa essere scritto un finale diverso. La squadra di coach Dell’Agnello, chiunque avrà davanti, giocherà in casa (alle 19) e, allora, dovrà essere quella che in due gare secche di fronte al proprio “popolo” ha battuto Brindisi e Verona alzando la Coppa Italia. Anche quella di domenica sarà una sfida in cui si decide tutto, ma proprio andando a spulciare i dettagli dell’andamento interno dei biancorossi in questo campionato, va detto che qualcosa deve, per forza tornare a incasellarsi in modo diverso.
Nel girone di ritorno, infatti, Rimini ha avuto 5 delle sue 6 sconfitte casalinghe e se di per sé non sono poche (è la squadra che, tra le prime 10, ha perso di più sul proprio campo), il dato più rilevante è quello dei punti subìti: in tutta la stagione, in casa, sono stati 75.4, ma nel girone di ritorno 81.2, appena 1.4 in meno dei punti fatti (82.6). È in difesa che la sfida con Livorno o Milano, andrà vinta, ed è soprattutto in avvio che si potrà decidere. Nelle ultime sei partite, solo con Mestre la Dole ha chiuso il primo periodo in vantaggio e domenica, invece, il segnale dovrà darlo forte e chiaro da subito.
In caso di vittoria che tabellone si aprirebbe davanti ai riminesi? Probabilmente il migliore anche se, va detto, ci sarebbe sempre un fattore campo da sovvertire. Già, ma quale campo. Nel caso dovesse riproporsi il derbissimo con la Vuelle Pesaro, per le prime due gare in casa marchigiana è ancora da definire. La Vitrifrigo Arena è occupata dal Calcio a 5 e la squadra di coach Spiro Leka dovrà disputare le prime due partite altrove. Un’ipotesi è Forlì, dove Pesaro giocò già il play-in la scorsa stagione, ma la Questura è già in allarme, Rimini o eventualmente Livorno che sia. Due tifoserie ai ferri corti con quella forlivese (a Livorno era stata impedita la trasferta) e chi gestisce l’ordine pubblico storce il naso. Se fosse scelto il Pala Galassi si potrebbe arrivare al paradosso di impedire la trasferta dei residenti a Forlì-Cesena a casa propria. Surreale ma non impossibile.
Alternativa? Il palasport di Jesi che si gioca domani il primo turno play-in per poi disputare il secondo a Faenza. Vedremo, intanto Rbr la rivincita dei famigerati play-off 2007, quando la Scavolini, da quinta, eliminò 3-0 la Coopsette prima testa di serie, va conquistata.