Un avversario ormai storico tra la Dole e i play-off diretti: questa sera a Cividale, nell’anticipo del venerdì in diretta Rai Sport (ore 20.45), Rbr si gioca al 99 per cento il suo prossimo destino. Una vittoria varrebbe l’aggancio a quota 44 proprio alla Gesteco (col 2-0 negli scontri diretti) e probabile accesso diretto alla post season, a prescindere dall’ultimo, interessante incrocio con una Scafati lanciata verso la serie A.
Viceversa, perdere condannerebbe quasi sicuramente Tomassini e soci al secondo turno di play-in, da disputare comunque in casa, ma in una partita secca dove può sempre succedere di tutto. La classifica è comunque cortissima e ci sono diverse possibili combinazioni, tanto che sarà meglio che i biancorossi si concentrino sulla squadra del mitico Stefano Pillastrini, che in questi anni spesso è andata di traverso al Basket Rimini (vedi Coppa Italia 2025 e Supercoppa della scorsa estate).
«La realtà è che Cividale ha un’ossatura consolidata, con alcuni giocatori, penso a Redivo, Marangon, Berti, ad esempio, che sono assieme allo stesso allenatore da diversi anni - dice Dell’Agnello -. Questo vuol dire tantissimo e unito al fatto che sono pieni di atletismo ed energia, secondo me ne fa una delle migliori squadre di tutta la A2. Non capisco il perché non sia mai indicata tra le favorite, ma secondo me è un team di livello molto alto e i risultati lo dimostrano».
L’obiettivo dichiarato di entrambe era il play-off, per cui trattasi di un vero e proprio spareggio: Rimini ci arriva forte di tre successi consecutivi, ma Cividale controbatte con cinque, tre dei quali, in casa con Roseto, Fortitudo e Pistoia, con uno scarto medio di 32 punti. Insomma: servirà una versione molto convincente della Dole, più vicina a quella del secondo tempo contro l’Urania, per provare a fare il colpaccio. «Ci siamo allenati bene, sono convinto che faremo una buona partita e ci giocheremo le nostre chance - prosegue il tecnico biancorosso -. Siamo finalmente al completo e abbiamo avuto modo di inserire meglio Porter nei nostri meccanismi offensivi. Penso sia un giocatore per noi importante, ci può dare energia e imprevedibilità, magari non è uno specialista ma è capace di fare tante cose, in questo momento era quello di cui avevamo bisogno».
A Freeman e compagni piace correre tanto in contropiede, prendere tiri nei primi secondi delle azioni e difendere duro. Il marchio di fabbrica è sempre lo stesso, così come la ricetta per poter controbattere. «Bisognerà pareggiare il loro dinamismo, hanno molti giocatori, lunghi compresi, capaci di cambiare posizione velocemente, per cui sarà fondamentale accoppiarsi e tenere».
I play-off sono a un passo, ma il play-in sarebbe veramente un dramma? «Tra la prima e la decima ballano solo quattro vittorie, la classifica dice poco, siamo tutte lì, ma è chiaro che vorremmo centrare una delle prime sette posizioni».
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