Chiudere il cerchio, così come è stata annunciata in settimana sui social della Rinascita la sua permanenza in biancorosso. Tradotto, tentare la scalata a quella serie A sfumata per due anni consecutivi sul più bello. Alessandro Simioni, che comunque era sotto contratto per la stagione prossima, sarà ancora biancorosso per il quarto anno consecutivo, unico con capitan Tomassini a poter vantare la lunga militanza.
Sotto l’ombrellone lo scacchiere della Dole riempie i suoi tasselli un po’ alla volta, il primo è il play Saverio Bartoli. In attesa di capire chi saranno gli altri nuovi compagni di spogliatoio, il lungo veneto ricarica le batterie, tirando le somme sulla stagione conclusa.
«È stata una bella stagione, con tanti momenti emozionanti e intensi, arricchita dalla vittoria della Coppa Italia - sottolinea il giocatore padovano -. Per come si erano messe le cose tra fine marzo e aprile, in pochi avrebbero scommesso qualche euro su un finale di stagione così».
I play-in vinti con Livorno la vera sliding door della stagione, capace di far dimenticare e svoltare un finale di regular season opaco. Sullo sfondo, un’unione vera e solida nello spogliatoio che ha aiutato la nave biancorossa a superare le tempeste, le tante insidie trovate lungo la rotta. «Dopo la Coppa, dove abbiamo giocato davvero un bel basket, non abbiamo trovato lo slancio necessario per chiudere con un piazzamento in regular season degno delle nostre ambizioni. Poi contro Livorno al play-in eravamo dati quasi per sfavoriti, loro erano in fiducia e noi col morale diametralmente opposto. Quella vittoria ci ha dato tanta fiducia, la serie con Pesaro ha fatto il resto, con quella garacinque memorabile».
Poi la semifinale con Cividale, preludio alla seconda finale consecutiva con Verona, già incrociata nella finale di Coppa.
«Squadra di altissimo livello, molto forte, ma non abbiamo mai avuto la percezione di essere inferiori, anzi. Tanto equilibrio, è stata una finale tosta, decisa da particolari. Rimane un po’ di rammarico per garadue a Verona, era quella buona da portare a casa, chissà, ci avrebbe potuto regalare una bella incredibile. Ma voltandomi voglio guardare il bicchiere mezzo pieno, quello di una stagione importante, anche alla luce di tutti gli infortuni e assenze che abbiamo avuto. Qui è stato fondamentale il gruppo, lo spogliatoio, davvero unito, che ci ha permesso di sopperire a tutte le difficoltà».
Ora il giusto riposo a casa, un po’ di palestra prima di rimettersi in moto tra qualche settimana. «Mi godo un po’ l’aria di casa e guardo con curiosità cosa succede sul mercato, i nuovi arrivi e la squadra che sta prendendo forma».
Per Simioni, uno dei “pretoriani” di coach Dell’Agnello, ormai Rimini è entrata nel cuore. «L’ambiente è stupendo, anche quest’anno uno spettacolo, piazza calda che sta vivendo con trasporto queste stagioni in continuo crescendo. A Rimini mi trovo benissimo, sono integrato nella città, non potrei chiedere davvero di meglio professionalmente e umanamente».