Per passare dalla vetta all’ottava posizione, che oggi addirittura costringerebbe la Rinascita ai play-in, è bastata una settimana da incubo. Coincisa con eventi sfortunati di ogni tipologia, dai vecchi guai alla schiena di Tomassini (ieri si è allenato con la squadra) a blocchi del collo post ‘collisione’ con avversario (Marini, che ha saltato Rieti, ha stretto i denti con Livorno ma ieri ha svolto lavoro differenziato).
Nel mezzo di tre pesantissimi ko, la Dole ha riabbracciato Gerald Robinson e accolto a gran voce Stefano Saccoccia, ragazzo di belle speranze che paradossalmente arriva quando l’emergenza, in casa Rbr sta per finire. Poco conta e onestamente la classifica oggi come oggi è l’ultima cosa da guardare: troppo corta, con otto squadre in quattro punti, troppo soggetta a giornate storte o lunatiche delle teoriche big.
Il pressing contro Rbr
Piuttosto, i problemi per i biancorossi vengono dal campo e vanno analizzati, perché è evidente, ad esempio, che le squadre opposte a Rimini oggi sanno che pressare a tutto campo Denegri, spremuto come un limone, è l’unica cosa da fare per limitare la pulizia dell’attacco Dole. Così facendo, ad esempio, sia la Sebastiani (ma lì la Rinascita era ai minimi termini) sia Livorno, hanno abbassato il livello qualitativo del play ex Tortona e dunque le percentuali della squadra che ha tirato sotto media anche perché le conclusioni prese non erano buone come al solito. Da questo punto di vista, Saccoccia e Robinson cadono a ‘fagiolo’: il regista Usa è abituato a giocare sotto pressione, l’ex Napoli ha fisico e tecnica per reggere la sfida e consentire a Denegri di tornare nel suolo ruolo da guardia, sempre che, effettivamente, il numero 11 biancorosso si trovi ancora bene da esterno ‘senza palla’.
Cosa cambia con Gerald
Il modo di giocare di Rimini, con Robinson, cambia ancora: meno velocità, più invenzioni sul pick&roll, più rischio di palle perse e di esporsi a contropiede, ma anche la possibilità di giocare con quattro piccoli. Poi c’è la difesa: è vero che i toscani alzavano la mano e segnavano, ma stavolta la pressione è stata insufficiente e la zona 3-2 si è rivelata un vero boomerang, visto che ha fatto sprofondare la Dole a -20.
La questione Alipiev
Se lo si vede come sostituto di Ogden, apriti cielo. In realtà è stato ingaggiato per tamponare il forfait dell’ex Brindisi, e quale assicurazione contro eventuali recidive (per questo è stato firmato fino al termine della stagione) ma ha caratteristiche molto diverse e soprattutto una presenza vicino al ferro e in difesa (lo si è visto contro Tiby, che ha dominato a spada tratta) notevolmente minore del numero 17. Tornando all’assenza del ‘Professor’ Tomassini, forse è passata sotto traccia perché gioca da sesto-settimo uomo ma la sua importanza è totale nei meccanismi di Rbr, considerando la percentuale di possessi decisivi che tende a giocare. E piuttosto bene, tra l’altro.
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