Dole, non c’è un attimo di respiro: parte subito l’assalto a Cividale

Ancora una volta intorno ai 90 punti segnati, con 10 giocatori a canestro, 20/36 da due, 10/10 ai liberi, 16 assist di squadra e la battaglia dei rimbalzi stravinta 36-28 per chiudere una serie che ha visto Rimini praticamente sempre avanti, a parte l’inizio di gara 1 e gara 2. La Dole si è conquistata la semifinale in una bolgia da quasi 9.000 spettatori, ma non c’è neanche il tempo di rifiatare e godersela. Ieri alle 14 capitan Tomassini e compagni erano infatti già sul pullman per il Friuli e questa sera alle 20.45 (in diretta su RaiSport) saranno sul parquet per iniziare a giocarsi la finalissima per l’A1 nella tana di Cividale. «E’ il viaggio più felice dell’anno, lo abbiamo fatto volentieri - ci ride su coach Sandro Dell’ Agnello - Per una serie di vicissitudini siamo arrivati noni, quindi con Pesaro era ottava contro prima e abbiamo fatto qualcosa di clamoroso. Quando si arriva a questi turni, ognuno può essere la mina vagante per tutti, troveremo contendenti importanti ma la serie appena vinta ci dà un carico di fiducia enorme e ce la giocheremo».

Difesa ed energia

«Abbiamo fatto una partita enorme contro un avversario fortissimo. Pesaro ha dominato tutta la stagione e probabilmente, anzi al 99%, se non ci fosse stata la vicenda Bergamo sarebbe in A1. Per noi quindi era difficilissimo, soprattutto dopo aver perso la quarta in casa all’ultimo tiro. Il contraccolpo psicologico poteva essere enorme». Il coach ritorna con la mente alla Vitrifrigo Arena: «Dopo la sconfitta ho parlato singolarmente con ogni giocatore ee sono riuscito a trovare la chiave giusta con tutti. A Rimini bravi loro ma un po’ meno noi, Johnson e Tambone avevano 11/11 da tre e sapevamo che se avessero tirato così, a Pesaro non si vince mai: visto quindi che quando ti bruci poi al fuoco non ti avvicini più, siamo partiti da un’idea semplice, ma difficile da applicare: sporcare le loro percentuali di tiro. Poi abbiamo fatto una scelta netta su Bucarelli: siccome lui è un fuoriclasse, segna e fa segnare gli altri, abbiamo deciso che si gestisse tutti i palloni ma possibilmente non mandasse a canestro i compagni. Ne ha fatti tanti, anche un po’ troppi, però gli altri non hanno segnato come al solito e Pesaro ha avuto il 45% dal campo, che era quello che volevamo per stare in partita e provare a vincerla. Faccio i complimenti ai nostri giocatori, che sono stati bravissimi e non semplicemente bravi».

Quindi, qualche parola sui protagonisti solitamente meno celebrati. A partire da Pollone. «Pesaro con Bucarelli, Tambone e Maretto ha una fisicità e un ingombro in campo che molte squadre di A1 non hanno: è una cosa che abbiamo sofferto e, non potendo cambiare i giocatori perché sono contento dei miei. Voi non vedete come Luca si allena, è il migliore per impegno e dedizione: se la meritava questa serata». E poi la volta di Sankare: «E’ stato bravissimo, poi nella ripresa gli faceva un po’ male il polso e, soprattutto, la partita si era inasprita. Eravamo avanti e dei nostri tre lunghi Simioni è quello che difensivamente dà più garanzie...».

Infine Alipiev e la grande difesa su Tambone: «E’ stato bravissimo, pur essendo più di due metri ha braccia lunghe e molto dinamismo. Non ha molto mestiere, ma si è applicato alla grande e deve essere contento della sua prestazione: è un altro che merita tutto il bene possibile».

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