Dole, ecco gli stranieri nel mirino per puntare alla sospirata Serie A

Stavolta gli americani dovranno fare la differenza. Garantire affidabilità fisica e tecnica, rappresentare i veri valori aggiunti di un parco italiani che, già così, è di primissimo livello. Renato Nicolai, nuovo direttore generale della Rinascita, sa benissimo che con due Usa forti, e dopo le conferme di Tomassini e Marini, la Dole potrà ancora puntare a quella Serie A sfuggita per due volte consecutive nella finalissima play-off e, se non ossessione, almeno ambizione di tutti, società e allenatore.

I giocatori stranieri, verosimilmente un piccolo con punti nelle mani e capacità di regia e un lungo versatile, arriveranno però per ultimi, dopo che si saranno completati i puzzle degli italiani: l’idea è di prendere giocatori con esperienza nel nostro campionato e che hanno già dimostrato di poterlo “dominare”: per questo piacciono, tra gli altri, Kevion Taylor, guardia l’anno scorso in forza all’Urania Milano (19.5 punti col 39% da tre e 3.6 assist di media) e Robert Allen, ala forte che ha giocato a Torino ed era già stato accostato a Rbr nella scorsa stagione, prima della firma di Porter (18.9 punti, 9.9 rimbalzi e 2 assist le scintillanti medie). Come lungo, inoltre, la Dole ha messo gli occhi sul lituano Regimantas Miniotas, avversario nei play-off con Pesaro (14.2 punti e 8.5 rimbalzi a partita in regular season).

Ovviamente, la margherita è ampiamente allargata, perché il mercato muta in ogni momento: di sicuro, Dell’Agnello potrà contare, oltre che sui due confermati, anche su Simioni, Leardini, Denegri e, si spera, su Sankare, che ha un contratto fino al 30 giugno 2027 ma anche diverse clausole di “escape”, dovesse arrivare una chiamata dal piano superiore (Virtus Bologna e Napoli sono interessate) o, addirittura, da una franchigia Ncaa. La società biancorossa, comunque, non sta con le mani in mano e ha già presentato agli agenti del classe 2007 una proposta triennale di rinnovo, migliorativa sin da subito, che metterebbe il ragazzo al centro del progetto tecnico della nuova Dole.

La questione si risolverà comunque entro tempi brevi, mentre Rimini tratta diversi profili italiani, orientata su un giovane play-guardia di “stazza”: Saverio Bartoli, ex Scafati e Bergamo, è in pole-position e sembra vicinissimo, con Filippo Gallo, l’anno scorso a Pistoia (7.2 punti e 2.6 assist di media) prima alternativa. Questo sarebbe “l’incastro” che andrebbe a sostituire lo spot lasciato libero da Saccoccia, in procinto di firmare con l’Urania Milano, mentre saluteranno sicuramente Pollone e Camara (sirene spagnole per lui).

Serve quindi un lungo, e qui i nomi sono tantissimi: radio mercato dà la Dole in pressing su Mattia Udom, ala classe 1993 che ha iniziato la scorsa stagione a Bergamo per poi trasferirsi alla Vanoli Cremona, in serie A, dove ha disputato 7 partite con 8.3 punti e 6 rimbalzi di media in circa 18 minuti a match. Un’alternativa è rappresentata dall’esperienza di Filippo Baldi Rossi, che nelle ultime due stagioni ha battuto Rimini in finale prima con Cantù e poi con Verona. Meglio averlo che doverlo affrontare?

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