Dole, attenzione a un Mestre col motore Ferrari

Non c’è nessuna voglia di rivalsa, solo la necessità di provare a fare punti ovunque, compresa Rimini, dove nell’estate del 2022 Mattia Ferrari, oggi tecnico di Mestre, ha trascinato la Rinascita al ritorno in A2 dopo più di un decennio.

Se lo ricorda bene, il Flaminio in bolgia ed estasi, l’ex coach biancorosso, al suo secondo anno in una piazza fatta su misura per lui, lavoratore instancabile con la necessità di far crescere i giovani e senza l’assillo del risultato. Dopo l’avvio super a Torino, con vittoria di 20 annessa, sono arrivati i ko interni pesanti con Livorno e Sassari, pretendenti alla promozione in A proprio come la Dole, che però ha iniziato il suo percorso inciampando due volte. Proprio come Mestre. «Considerando che abbiamo cinque esordienti in A2 e, tra i cinque che avevano già esperienza di questo campionato, due rientrano dopo lunghissimi infortuni e interventi chirurgici, siamo oltre le aspettative – attacca Ferrari – L’obiettivo è provare a salvarsi, che sarebbe un risultato eccezionale perché l’anno scorso avevamo l’entusiasmo della neopromossa, ora le cose sono più difficili. Ci aspetta un compito arduo, ma non ci tiriamo indietro».

L’esterno americano Keshawn Curry, il bomber del team (16.3 punti e 3.3 rimbalzi di media nelle prime tre uscite), ha giocato solo 16 partite nel 2024-2025 mentre il play-guardia Valsecchi (8.7 punti), l’altro lungo-degente, appena 6. La squadra si poggia, oltre che sull’altro Usa, Varence (12.7 punti e 9.7 rimbalzi), un “4-5” classe ’97, sul figlio d’arte Lorenzo Calbini (13 punti col 35% da tre), figlio di quel Paolo che giocò nella Marr dal 1992 al 1994, affiancando Larry Middleton prima nella sfortunata stagione della retrocessione e poi l’anno seguente in A2. «Mestre è un club equilibrato, c’è ampio spazio di manovra e si lavora serenamente – elogia la sua attuale società, Ferrari – Veniamo a Rimini non da vittima predestinata ma cercando di essere competitivi, e sperando di poter dare anche i primi minuti a Zacchigna (talentuosa ala classe 2004, ndr), anche lui reduce da un infortunio. Per restare in partita servirà mettere intensità e fisico e rimanere concentrati in ogni singolo possesso, evitando di essere travolti da una vera e propria corazzata. Tra Livorno (-39, ndr) e Sassari ci sono stati notevoli miglioramenti, confido in ulteriori passi avanti».

Non ci sarà troppo spazio per i ricordi, anche se quelli della promozione e di garaquattro con Roseto nella finalissima restano nitidi nella mente del trainer mestrino. «Come dimenticarli? Riuscimmo a centrare l’obiettivo e, l’anno successivo, arrivammo addirittura ai play-off con tanti esordienti e dando ampio spazio a due riminesi con Scarponi e Francesco Bedetti. Della piazza riminese ho solo ricordi positivi, credo che la Dole sia ormai pronta per il grande salto, hanno struttura societaria e roster assolutamente funzionali alla promozione in serie A».

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