AAA cercasi Rimini di qualche settimana fa. Eh si perché la Dole, nonostante la produzione offensiva sempre cospicua, da diverse settimane a questa parte, continua a subire tantissimo, smarrendo quella solidità difensiva che è sempre stata un caposaldo della pallacanestro di Dell’Agnello.
Una rimonta rimasta incompiuta nel finale quando l’inerzia sembrava girata, dopo un secondo quarto davvero tremendo per Rbr. «Siamo anche partiti molto bene, con un primo quarto solido, con solo un paio di sbavature. Poi nel secondo quarto abbiamo sbagliato tutto il possibile dal punto di vista difensivo, indirizzando la partita a favore di Avellino. Nel terzo e quarto periodo abbiamo rimesso in piedi una partita ormai persa, devo ringraziare i ragazzi perché ci hanno messo davvero l’anima, anche chi non era al meglio, producendo uno sforzo notevole. Peccato perché una volta tornati a contatto ci sono stati due o tre episodi che non sono girati a nostro favore».
Dopo l’analisi del match, il tecnico ha posto il focus invece su un aspetto più generale riguardante l’aspetto difensivo. «Noi abbiamo tanti ottimi giocatori offensivi, bravissimi, ma non tanti con spiccate doti difensive. Abbiamo sempre sopperito in questi anni con un’ottima organizzazione difensiva. È qualche gara che ci segnano tutti e in tutti i modi possibili, questa non è la mia pallacanestro, non riesco a intenderla così. Torniamo in palestra e mi batterò in tutti i modi per ritrovare con il lavoro quella solidità perduta che sono sicuro che abbiamo ma che ora è del tutto smarrita. Il campionato richiede un certo livello, che noi non abbiamo avuto nelle ultime uscite».
Ancora lontano da una condizione accettabile Robinson, quasi avulso dal contesto, in panca nel parziale di rimonta biancorossa, luci e ombre per Alipiev. «Gerald ancora non è brillante e non al massimo delle sue potenzialità, per quello non ha giocato molto, Ivan ci sta dando una mano, ma ha caratteristiche opposte a quelle di Ogden che al momento dell’infortunio era dominante, sempre in doppia doppia. Per me non esistono americani e stranieri, è un concetto antiquato. Stanno giocando meno perché al momento stanno performando meno di altri, semplice».
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