In frac contro Pistoia, con la tuta da operai a Torino. La Dole ha calato il settebello con cuore, carattere e attributi, prima ancora che con i fuochi d’artificio del suo capitano, che ha azionato il “Tom Tom” sull’arco dei 6,75. con rotta sulla settima vittoria di fila.
«E’ stata una partita da brutti, sporchi e cattivi e lo dico come complimento per tutte due le squadre. Loro sono partiti a razzo, in quel momento avevano più energia e potevamo andare nel fosso. Anche perché, non dimentichiamo, due settimane fa qua Bergamo ne ha beccati trenta. Noi siamo andati a -13, ma con la faccia di granito non ci siamo scomposti un attimo e siamo riusciti a chiudere il primo tempo sotto di tre» parte proprio da qui coach Sandro Dell’Agnello, prima di scendere nel tecnico.
«Il secondo tempo è stato punto a punto, anzi siamo stati quasi sempre avanti e se di qualità ne abbiamo vista poca, voglia di lottare ce n’è stata tantissima. Nelle sei vittorie di fila, Torino aveva tirato oltre il 45% da tre e non volevamo concedergli quel tipo di partita, ma non avevamo calcolato la variabile Cusin e il suo 5/5 dai cinque metri: era un tiro che avevamo deciso di rischiare per non subire il post basso di Allen ed è mancata poco che ci andasse male. Ma abbiamo subìto 64 punti, alla difesa non posso chiedere di più. Vincere così con un sacco di perse, concedendo tanti rimbalzi offensivi e con la magia di Tomassini, è una prova di forza enorme. Obiettivi? Stare lassù e recuperare tutti prima possibile».
Nicola Strazzacapa
© RIPRODUZIONE RISERVATA