Nove giocatori a referto, Marini che infila 14 punti in un quarto, Sankare che arpiona 10 rimbalzi, segna da due e da tre, e piazza due recuperi da veterano che gli valgono il trofeo di rivelazione della Final Four, Ogden che annichilisce il grande ex Justin Jonshon nei momenti cruciali della partita rimbalzandolo di fisico e cattiveria, Camara che domina i primi due quarti, le bombe siderali di Tomassini, la generosità di Denegri che stringe i denti e va in doppia cifra con tanto di sei palloni recuperati sotto le plance, le tre “bombissime” e i quattro assist di capitan Tomassini, Saccoccia quasi 20 minuti sul parquet, Simioni che segna e prende i suoi sette rimbalzi, la passerella finale a Della Chiesa con standing ovation all’mvp Marini: la prima Coppa Italia di Rimini non è stata figlia di una vittoria ma di una lezione di basket a una corazzata come Verona, lasciata a 58 punti e a 19 lunghezze di distanza.
Sandro Dell’Agnello, insignito a sua volta del premio di miglior coach, non può che partire da qui ed evidenziare questo aspetto. «Di singoli non voglio parlar, perché è stata davvero una grande prova di squadra, con la S maiuscola. Poi ovviamente ognuno ha le sue caratteristiche e le ha mostrate (è normale ad esempio che Marini tiri più degli altri): è la vittoria di tutti, di chi ha giocato le due partite e di chi ha disputato quel girone di andata che ci ha fatto arrivare qua. Voglio ringraziare tutti e anche il mio staff al gran completo» esordisce, liquidando le insistenze su Sankare con una battuta («Assane ha dinamismo ed energia da vendere, anche se non sempre la incanala al meglio. Ma ha un contachilometri talmente verde...») e scindendo la storica Coppa dalla corsa finale del campionato: «Questa era una manifestazione fine a se stessa, tre giorni di una kermesse che tenevamo a giocare alla grande davanti al nostro pubblico. Abbiamo giocato con due squadre costruite per andare in A1 e portato a casa una Coppa che ci rende orgogliosi. Ai giocatori nel primo tempo finito quasi in parità ho detto che loro avevano il 50% da tre e che togliendo loro buoni tiri l’avremmo portata a casa. I ragazzi sono stati davvero straordinari e non hanno concesso più quasi nulla».
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