Dell’Agnello e il commiato della Dole: “Abbiamo tentato di mascherare i nostri difetti”

Peccato. La corsa finisce qui, con due black out negli ultimi 4 minuti del primo (1-14) e del quarto quarto (0-10). Nel mezzo cuore, garra e classe per risalire da -17 e issarsi due volte a + 5. E’ mancata l’ultima spallata dopo il 75-73 di un grande Camara a 4’42” dalla sirena. L’ultimo canestro è invece del Barrio, che ha intonato un “venite sotto la curva” e tributato capitan Tomassini e compagni di un’ovazione lunghissima. Da vincitori, dopo la 54a battaglia di una grande stagione.

«In questo momento l’umore è sotto i tacchi - dice Sandro Dell’Agnello - ma bisogna conviverci. Verona non ha rubato niente ed è andata in Serie A con merito, in estate era la favorita per il primo posto, in corsa hanno aggiunto Loro e Ramagli ha sistemato tutto facendo 3-1, 3-0 e 3-1: noi abbiamo dato tutto, cercando di mascherare i nostri difetti e a 1’35” dalla fine abbiamo preso la bomba di Zampini all’ultimo secondo e ne abbiamo presa un’altra di tabella e non è giusto. Abbiamo avuto un’annata tribolata ma siamo stati bravi a raddrizzare tutto, anche 26 partite su 36 di stagione regolare senza 2-3 giocatori: dicevano che con Pesaro non ci sarebbe stata storia, che Cividale era la nostra bestia nera e alla fine abbiamo disputato una stagione ancor più straordinaria di quella scorsa che era considerata tale. E ringrazio i tifosi per averlo capito e averci applaudito dopo averci sostenuto alla grandissima sempre».

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