Houston, abbiamo un problema in difesa. A lanciare il grido di allarme nel dopogara del match perso contro Avellino è coach Sandro Dell’Agnello, che analizzando a 360 gradi la situazione complessiva dei biancorossi, individua nel sistema difensivo la falla numero uno del momento negativo della Dole che contro gli irpini ha incassato la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare, la terza tra le mura quest’anno finora poco amiche del Flaminio.
Gli infortuni molteplici e contemporanei hanno minato in pochissimi giorni il ruolino di marcia della Dole che si è trovata tutta d’un tratto vulnerabile come non mai. Al di là delle spiccate doti offensive di gran parte del roster, sta venendo a mancare proprio un caposaldo del gioco del tecnico che ha sempre costruito le sue fortune con l’eccellente organizzazione difensiva.
Nelle ultime cinque uscite la media punti subita è di 92 punti a gara, quando fino all’ultima gara interna vinta con Cento, la Dole primeggiava in quasi tutte le statistiche difensive. Non è bastata una produzione comunque sempre importante offensivamente. «L’anno scorso abbiamo concluso come una delle migliori difese del campionato per possessi, idem fino a tre o quattro giornate fa eravamo ancora la migliore squadra difensiva - ha sottolineato domenica Dell’Agnello -. Sono dati che qualcosa volevano dire. Sono tre partite invece dove subiamo da dentro e da fuori in ogni modo. Questa non è la mia pallacestro, non riesco a intenderla così, l’ho detto anche ai ragazzi che amo, perché sono i miei giocatori, abbiamo un sacco di pregi ma non possiamo difendere così».
Obiettivo è dunque di riprendere il filo del discorso di un’organizzazione difensiva di squadra di un certo livello, perché «questo è un campionato che richiede un certo livello» sempre per rimanere sulle parole del coach. Eccezion fatta forse per il solo Leardini, che ha mostrato di avere spiccati doti difensive nell’uno contro uno, sono ben altre le peculiarità dei giocatori di Rbr che hanno sempre colmato con un’eccellente organizzazione la protezione al canestro.
«Così non va bene: non dobbiamo cambiare registro, inventarci chissà cosa ma tornare quelli che eravamo qualche settimana fa, credo e sono sicuro che si possa fare mettendoci duramente al lavoro in settimana».
Settimana che sarà “tipo” all’indomani dell’esclusione di Bergamo, che sarebbe stata l’avversaria esterna nel turno infrasettimanale. La Dole si potrà presentare dunque al derby con Forlì più riposata, e magari con una ritrovata fiducia e organizzazione difensiva. Non ci sarà forse Luca Pollone come ex dell’incontro, rimasto in panca per 40’ domenica per scelta tecnica , destinato ad accasarsi con molta probabilità a Pistoia.