OraSì sempre più regina dei derby, i soliti tabù di Andrea Costa e Virtus

Dopo la domenica che ha consacrato Ravenna come regina dei derby romagnoli (4-1 l’attuale record dell’OraSì), che ha permesso alla Tema Sinergie di spezzare la serie negativa e che ha confermato l’idiosincrasia della Virtus Imola alle trasferte (0 su 11) e dei cugini biancorossi alle sfide con le “top 5” (una vinta e sei perse), viene naturale cercare di capire quali siano gli equilibri (ormai definitivi) delle quattro squadre romagnole. E non tanto sotto l’aspetto tattico, quanto nelle individualità. Come? Definendo chi sia il leader tecnico e quello emotivo di ognuna di loro anche perché, dopo 22 giornate di campionato, certe gerarchie interne devono essere già state scritte per forza.

Up Andrea Costa

Leader tecnico: Giacomo Sanguinetti. Il play biancorosso ha acquisito questo status già lo scorso anno e se lo è tirato dietro con la nuova gestione di coach Dalmonte. Abbiamo già accennato ieri al suo calo nelle ultime cinque partite, dovuto a problemi di condizione fisica, però l’ex Rieti resta uno da 12 punti, 3.2 assist, 3.6 falli subiti e 1.4 recuperi di media in 25’, con il 33% da tre e il 95% ai liberi. Per sperare nel sesto posto la Up deve assolutamente recuperarlo al meglio.

Leader emotivo: Davide Raucci. L’ex Fortitudo ha invece preso i galloni nel corso di questo campionato, con l’esempio quotidiano in palestra durante la settimana e la capacità alla domenica di interpretare perfettamente il basket di Dalmonte. Inutile nel suo caso dare peso ai numeri, perché le letture offensive in post-basso e il saper cambiare su tutti in difesa non trovano perfetto riscontro nelle statistiche. In questo momento è, forse, il più insostituibile fra gli imolesi.

Tema Sinergie Faenza

Leader tecnico: Alberto Fragonara. Il capitano faentino, da lunedì e fino ad oggi impegnato insieme al compagno di squadra Alberto Vettori e al pivot lughese Lucio Martini (ora a Fidenza) allo stage azzurro all’Acquacetosa di Roma per i giocatori Under 22 di B, continua a crescere anno dopo anno. Al momento marcia a 13.9 punti, 5.7 assist, 3.4 rimbalzi e 3.7 falli subiti di media in 30’, il tutto condito dal 42% da tre.

Leader emotivo: Carlo Fumagalli. Molti dicono che a Faenza il leader tecnico coincida con quello emotivo e, data la giovane età di Fragonara, questo potrebbe spiegare bene gli alti e bassi dei Raggisolaris, però Fumagalli è sicuramente il giocatore più elettrico a disposizione di coach Pansa. Quello, cioè, capace di uscire dalla panchina e dare una scossa ai suoi, specie con due iniziative difensive e, se proprio serve, anche con qualcosina in attacco.

Orasì Ravenna

Leader tecnico: Francesco Paolin. Nessuno è andato tante volte in doppia cifra come lui fra i giallorossi, ben 17. A fronte di sole cinque partite in cui non c’è riuscito e coincise con tre sconfitte dell’OraSì. L’ex Omegna non è uno di quelli che colpisce per gli effetti speciali, però alla luce della propria solida carriera in B, di qualità tecniche costruite campionato dopo campionato e di un’esperienza ormai decennale a questi livelli, resta lui il giocatore più forte dell’Auletta-band.

Leader emotivo: Alessandro Naoni. Una volta in doppia cifra nelle prime dieci partite, al netto dei noti problemi fisici. Poi cinque nelle ultime otto. Il ragazzo è cresciuto eccome e, anche e soprattutto con il lavoro sporco, si è meritato i galloni di leader emotivo in un gruppo giovane, elettrico e fisico. Elemento molto interessante da tenere d’occhio.

Virtus Imola

Leader tecnico: Eimantas Stankevicius. Per il lituano “buono” di Imola parlano i numeri: 23 punti (virtuale capocannoniere del torneo), 8.3 rimbalzi, 4.6 assist e 7.6 falli subìti di media in 35’, con il 34% da tre. Giocatore fantastico che l’anno prossimo troverà spazio in una squadra ambiziosa. Detto questo, tira 9.7 liberi di media, non 20. Cifra a cui non arrivava neanche Michael Jordan (al massimo 11.9 nel 1986-87).

Leader emotivo: Mattia Melchiorri. Un dato, nelle cinque vittorie ha segnato 23 punti con Fabriano, 26 con Loreto Pesaro, 18 con Faenza, 10 conNocera e 16 con Chiusi, che fanno 18.6 di media, fra l’altro con un fantascientifico 50% dall’arco (17/34). Nelle altre 17 la sua media precipita a 9, con il 30% da tre. Inutile aggiungere altro, se non che ci riesce difficile capire la “ratio tecnica” dietro l’acquisto di un giocatore bravo e costoso come Antonello Ricci, ma abituato a pestare le stesse zone di campo dei due leader gialloneri. Sicuramente con il tempo sarà più chiaro.

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