Rinvigorita dai tre successi di fila e da un livello di pallacanestro veramente alto, la Rinascita plana su questo strano venerdì milanese (ore 20.30 all’Allianz Cloud, arbitri Bartoli, Almerigogna e Biondi) per centrare il poker e continuare la rincorsa a quella vetta oggi occupata, in solitaria, dalla promettente Livorno.
E’ comunque presto, per guardare la classifica, anche se le cinque sconfitte – su sei – dell’Urania di coach Pino Sacripanti stonano un po’ con le qualità di un roster, quello meneghino, che può contare sui due fratelli Gentile, sulla solidità del centro Morse, che ben aveva impressionato al Flaminio l’anno scorso, mentre è già finita la stagione dell’esterno americano Scott-Grayson, infortunatosi gravemente nel match del turno infrasettimanale vinto contro la Juvi Cremona.
«Bisogna stare in campana perché Milano è una buona squadra – tiene tutti sull’attenti, coach Sandro Dell’Agnello –, tra l’altro atipica per l’A2, visto che praticamente non tira mai da tre, preferendo le conclusioni ravvicinate, con buone percentuali. Dovremo quindi chiudere bene l’area e sfruttare poi i vantaggi che si presenteranno quando attacchiamo».
Da tre anni all’Urania, Alessandro Gentile, classe ’92, con un passato florido, continua a dominare la scena grazie alla sua tecnica di base che, unita a un fisico imponente, ne fa un giocatore capace di “ventelli” facili. Il segreto, quindi, è lasciarlo sfogare limitando il più possibile i suoi compagni. «Esatto, ormai lo conosciamo, se è stato capocannoniere di Eurolega un motivo ci sarà – conferma il tecnico biancorosso – Proveremo ovviamente a limitarlo, ma sappiamo che è un talento assoluto, a volte immarcabile. Quello che dovremo fare è evitare che accenda gli altri, altrimenti potrebbe essere un problema».
Il fratello Stefano, classe 1989 e l’anno scorso promosso con Scafati, lo spalleggia in un quintetto dove figura anche l’ex Fortitudo e Angels Santarcangelo (parliamo di 15 anni fa) Nazareno Italiano. Per questa Dole, però, l’arsenale milanese non sembra sufficiente. «Il quintetto garantisce molti punti, la panchina porta energia, ma in generale credo che se ripeteremo le ultime prestazioni avremo buone possibilità di vincere. Stiamo giocando molto bene, ma lo dico piano perché la buccia di banana è sempre dietro l’angolo».
E’ una Rinascita difensivamente solidissima, con l’aggiunta di Bartoli e Udom che rappresenta quello “step” necessario se si vuole vincere il campionato. La strada, visto anche lo spiccato altruismo in attacco, sembra proprio quella giusta. «Il gruppo è super, c’è massimo rispetto fra i giocatori che conoscono bene il valore dei compagni e non si preoccupano di segnare un punto in più o uno in meno. Udom ci ha portato in dote la sua conoscenza del gioco ad alto livello, Bartoli quella fisicità, soprattutto difensiva, che l’anno scorso non avevamo».