I terremoti arrivano improvvisi e non possono essere previsti, ma il basket in realtà fa eccezione perché dopo quello che ha sconvolto la serie A con la crisi di Trapani sfociata nella sua esclusione dal campionato, in A2 potrebbe arrivare prestissimo un’altra fortissima scossa che cambierà il volto della stagione in corso e, chissà, quello del campionato futuro. E anche questa volta le avvisaglie, meno roboanti mediaticamente rispetto a quelle legate al caso-Shark, in realtà c’erano tutte.
Nella notte tra mercoledì e giovedì, i problemi della Blu Basket Bergamo sono letteralmente esplosi e, a tutt’oggi, la possibilità che gli orobici possano continuare la propria corsa nel secondo torneo nazionale, appare fortemente a rischio. Già da settimane, dietro i risultati positivi sul campo della squadra, la situazione era delicata e si faceva sempre più critica. Nell’ambiente già da tempo si parlava di stipendi non corrisposti ai tesserati, poi sono arrivate le dimissioni del presidente Stefano Mascio e l’interim a Riccardo Baruffi che, però, ha rinunciato all’incarico mentre è arrivata l’intimazione ai giocatori a lasciare il residence nel quale alloggiavano.
Morale: domenica a Brindisi la squadra potrebbe non recarsi a giocare e perdere a tavolino 0-20. Poi, se non cambiasse nella in meglio o al contrario non ci fosse un’autoesclusione ufficiale, alla seconda gara saltata arriverebbe l’estromissione. E la seconda gara sarebbe Bergamo-Dole Rimini l’11 febbraio.
Cosa cambierebbe in vetta
Nella speranza sportiva che tutto possa risolversi, se avvenisse la scomparsa della squadra di coach Ramagli comporterebbe il passaggio del campionato a 19 squadre con punti tolti a coloro che, con la Blu Basket, avevano vinto. Non ne perderebbero Rbr e Unieuro, entrambe, sconfitte, dovrebbero rinunciarne invece a 2 Scafati, Torino, Cividale, Verona, Cremona, Avellino, Ruvo di Puglia e Pistoia, mentre ne perderebbero addirittura 4 Livorno e Pesaro. In classifica, quindi, la Vuelle perderebbe clamorosamente il suo primato e si creerebbe, a oggi, un gruppone con di nuovo Rimini al comando a pari punti con i marchigiani, Brindisi e Cividale.
Cosa cambierebbe in coda
Nella seconda colonna della classifica, Forlì si avvantaggerebbe su Cremona (da 6 a 4 punti di scarto), ma soprattutto su due squadre che deve ancora affrontare: Ruvo che andrebbe a -4 e Pistoia, la prossima avversaria della formazione di Antimo Martino, che scenderebbe addirittura a -8. Soprattutto, però, cambierebbe tantissimo in ottica retrocessione, poiché non ci sarebbe più la discesa diretta in B e i play-out riguarderebbero le squadre classificate dal 16° al 19° posto. Al momento, dunque, l’Unieuro sarebbe salva. Lo sarebbe comunque anche se dovesse malauguratamente fare i play-out?
Qui la questione si fa più complessa, perché la scomparsa di Trapani abbinata all’eventuale uscita anticipata di Bergamo, porterebbe le retrocessioni da tre a due (via play-out), ma sostanzialmente e fattivamente a una soltanto, con ripescaggio inevitabile a patto che Lnp e Fip decidano di mantenere la serie A2 a 20 squadre. Se, invece, prendessero la palla al balzo per creare un campionato più “elitario” soltanto a 18, allora i rischi di restare in B in caso di discesa sul campo, sarebbero altissimi. Meglio evitarli, quindi, con le proprie forze.
Più tempo per “Gas”
Intanto Forlì tira un mezzo sospiro di sollievo dopo la risonanza magnetica effettuata da Raphael Gaspardo che ha escluso fratture al piede sinistro. Ci sono, sì, distorsione alla caviglia e infiammazione dei tendini nella parte superiore del piede, ma la sua assenza non sarà in teoria lunga. “Gas” salterà Pistoia domenica e, al 99%, il derby a Rimini. Poi, però, Forlì dovrebbe ospitare Bergamo il 22 febbraio e se gli orobici non fossero più della contesa, riposerebbe dieci giorni prima di tornare in campo mercoledì 25, in casa, con Brindisi. Se il recupero del lungo andrà bene, potrebbe rientrare proprio in quel match. Al più tardi, il 7 marzo a Cividale.
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