Lo sospettavamo e lo aspettavamo. Cosa? L’ennesimo e repentino cambio della direzione del vento che spazza le vette dell’alta classifica della serie A2. Ormai ci siamo abituati a vedere squadre che, spinte da vento a favore o frenate all’improvviso, salgono o scendono con una rapidità inusitata.
È successo anche nel fine settimana e succederà sino alle ultime curve di questa stagione con la sola Vuelle Pesaro che continua imperterrita a regnare senza risentire dell’assenza di uno straniero. Anzi, con 4 punti di vantaggio sulle terze e la sostituzione, fresca di ieri, di Kay Felder con Jazz Johnson liberato da Pistoia, le puntate sulla sua promozione diretta iniziano a essere tutt’altro che scommesse o azzardi.
Già perché dietro tiene il passo altrettanto sorprendentemente solo Cividale, mentre Livorno si ferma a Cremona, Brindisi perde lo scontro diretto con i marchigiani, Verona cade di nuovo in trasferta (dove ne ha già perse ben otto) ad Avellino e Scafati rimanda ancora il suo potenziale decollo, scivolando a Mestre.
Sorride la Dole
Chi approfitta di tutto ciò è Rimini, cui basta il successo a Ruvo (inflitti ai due club 2.500 euro di sanzione per il “principio di scontri” all’intervallo tra le tifoserie) per risalire ben tre posizioni in un colpo solo. Un successo basilare per ritrovare ritmo e prima di tutto fiducia in se stessi dopo il triplice ko delle settimane precedenti e che pesa tanto più considerando che a coach Dell’Agnello deve girare molto la testa e bruciare assai lo stomaco, nel vedere che tra campo e infermeria è un via vai continuo: Marini era rientrato con Livorno, ma si è dovuto nuovamente fermare e Tomassini, tornato dopo i guai alla schiena a 6’30” dal gong ha subìto una distorsione alla caviglia che l’ha escluso dal finale. Per fortuna sembra un problema di lieve entità, superabile in pchi giorni. Mentre per Marini il fastidio all’adduttore andrà valutato nel fine settimana.
A confortare il clan biancorosso, però, ci sono due tonificanti indicazioni. La prima riguarda Gerald Robinson, autore di 20 punti con 8 assist in 24 minuti. La sensazione visiva è che la condizione sia più che buona, probabilmente migliore delle previsioni, per uno che è rimasto fermo tre mesi. La seconda nota positiva concerne i giovani. Con Ruvo rientrata a -5 al 34°, a respingerne l’assalto sono stati l’esordiente 2006 Saccoccia e il 2007 Sankarè, autore di una prova da lustrarsi gli occhi. L’orizzonte è molto più sereno di quanto lasci intendere il meteo attuale.
Serenità a metà
E serena d’animo sarebbe anche Forlì se non fosse che l’infortunio al piede di Raphael Gaspardo priverà Martino di uno dei suoi elementi di punta almeno per le gare con Pistoia e Rimini. E visto che Vencato è dato sì clinicamente a posto, ma indietro di condizione (semmai verrà tesserato) le rotazioni si accorciano in modo pesante in una fase calda e discreta per l’Unieuro. Sì, discreta, perché a pensarci bene le vittorie saranno state anche sofferte, ma i biancorossi ne hanno conquistate tre nelle ultime cinque giornate e con Rieti avevano il successo in pugno prima del ribaltone targato Perry. La “stecca” è stata Milano e va ricordata bene affinché non si ripeta domenica sul campo più avverso per Forlì. Al Pala Carrara di Pistoia l’ultimo successo risale ai play-out promozione del maggio 1990. Dopo sono giunte solo sconfitte: dodici consecutive. Bisognerebbe sfatare il tabù per ricucire sulla soglia della salvezza diretta e allungare a +8 sui rivali che non vincono da dieci partite nonostante la rivoluzione che ieri ha portato (al posto di Johnson) l’ex Andrea Costa Imola, Karvel Anderson. E poi Pino Sacripanti, che aveva iniziato la sua esperienza proprio al Pala Galassi, è in bilico: potrebbe tornare Della Rosa. Subito o se ne riparla domenica?
© RIPRODUZIONE RISERVATA