La Tema Faenza ha cambiato passo dopo il ko nel derby

La catarsi oltre il crinale. Una decompressione emotiva necessaria, per ascoltare il respiro di un’altra sponda, svuotare la testa e riempire il tabellino. Riparte da Piombino il cammino della Tema Sinergie, al comando di una partita dapprima in modo accennato, poi in progressione sempre più nitidamente, fino a trasformarla in un “no contest”, defluendo in un quarto periodo da passerella.

Vige la dittatura neroverde del ferro, in riva al Tirreno, il peso del metallo sotto canestro e la sproporzione fisica usata come grimaldello per disossare la resistenza di Piombino. Prosciugata la vena balistica toscana, la differenza di tonnellaggio è emersa come legge marziale completata dall’arroganza atletica dei piccoli, logorando e depauperando le riserve della Solbat. Un’opera di demolizione metodica favorita dalla versione sartoriale di Bertetti, dalla sostanza di Stankevicius, dall’acutezza di Campori nel disinnescare la stella Raivio e dall’impatto di una panchina che ha trovato fiammate con Riva e Romano. Quest’ultimo, dopo le prime presenze meno convincenti in uscita dall’infortunio estivo, si è sciolto con l’inclinarsi del match verso il declivio favorevole, finendo per la prima volta in stagione in doppia cifra realizzativa.

«Sono contento - racconta l’ala - perché in pratica sto facendo la preparazione sul campo, cercando di entrare nella nuova meccanica del team rendendomi utile. Il divario iniziale col resto del gruppo sta sfumando. E sono soddisfatto per il risultato di squadra, avevamo tante motivazioni extra, abbiamo giocato una gara solida, con una difesa compatta, di grande comunicazione. E non ci siamo sfaldati quando loro sono tornati a -6, lì bastava poco per dover rifare tutto da capo, invece siamo rimasti uniti».

Il prossimo impegno è apparecchiato per un replay: altra trasferta, rivale abbordabile (Pesaro ancora al palo), con coach Pio a fare ancora le veci dello squalificato Pansa. Cambierà solo il mare, riaffacciandosi sull’Adriatico. Una sorta di riavvicinamento graduale a casa: potrebbe diventare tale anche in termini di vertice di classifica. «Bisognerà tenere alta la concentrazione e restare in controllo, trattando l’ultima in classifica come fosse una big, perché conosciamo le insidie del prendere sottogamba chi si presume abbordabile».

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