La E-Work fa i conti con la dura realtà

«Ha provato a trasformarsi, quasi fosse colpa sua». Come la Maddalena cantata dal grande Pierangelo Bertoli, la E-Work di coach Seletti deve fare i conti con una realtà ben diversa a quella immaginata ed è costretta a riconsiderare la propria identità. La squadra autoretrocessa dalla massima serie per disputare una A2 da protagonista o comunque tranquilla, non esiste più. Il budget ristretto, il grave infortunio di Bazan, le fughe di Georgieva e Nori, il rendimento al di sotto delle aspettative di altre giocatrici, senza dimenticare i 3 punti di penalizzazione, hanno cambiato le carte in tavola e ora le faentine dovranno sudarsi l’accesso ai play-off. La strepitosa e inaspettata vittoria contro Matelica prima delle vacanze aveva illuso, ma sabato scorso a Trieste la E-Work è ripiombata nella cruda attualità (6 sconfitte nelle ultime 7 partite). All’Allianz Dome triestina, non è bastata una grande rimonta dopo l’intervallo, il finale ha sorriso alle giuliane, con Faenza che a conti fatti ha pagato soprattutto il 26% al tiro nei 40’. Il bicchiere mezzo pieno è rappresentato dal ritorno in campo di Sara Ronchi, che ha debuttato con numeri (12 punti e 5 rimbalzi in 24’) e mentalità incoraggianti. Con i suoi 22 anni, Ronchi è anche la “veterana” della compagnia. In condizioni non certo facili, Seletti e lo staff tecnico manfredo dovranno ricavare tutto il possibile da un gruppo a cui non manca certo la volontà di sbattersi e migliorare, ma che ha limiti evidenti e inevitabili. L’età media della squadra si è abbassata ulteriormente (19 anni scarsi, con la 18enne Caterina Ciuffoli nuovo capitano) e in un campionato duro e “sporco” come la serie A2, potrebbe essere penalizzante. Comunque, qualità e potenzialità non mancano, il cammino è in salita, ma nulla è compromesso, la voglia di reagire è tanta e una prima risposta arriverà domenica, nella sfida al Bubani con Vicenza dell’ex Nori, già battuta all’andata e alla portata anche della “nuova” E-Work. Il successo consentirebbe alle manfrede di scavalcare le venete, in una classifica che dal sesto al dodicesimo posto è cortissima (7 squadre in 2 punti) e di guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui