E-Work in finale con grandi meriti e ora nessun traguardo è precluso

Una storia da raccontare. È quella della E-Work, squadra davvero speciale che contro ogni avversità e pronostico, è volata in finale. Strameritatamente, perché ha dimostrato di possedere valori non comuni, suggellando a suon di vittorie una cavalcata trionfale propiziata da una crescita tecnica e mentale impressionante: 14 successi nelle ultime 15 partite e due sole sconfitte nel 2026. Si giocherà la promozione in serie A1 con l’Alpo Villafranca, l’unica avversaria che in questa stagione è riuscita a batterla due volte. Garauno è stata posticipata a domenica alle 18.30 in Veneto, confermate invece garadue mercoledì 13 alle 20 al Bubani e l’eventuale “bella” domenica 17 alle 18.30 a Villafranca.

In semifinale le faentine hanno centrato e abbattuto con bravura e personalità il bersaglio grosso, quel Sanga Milano accreditato quasi all’unanimità come il gran favorito al salto di categoria. «Le milanesi, più forti e più profonde di noi, non hanno capito che nella sconfitta dell’andata c’erano anche i nostri meriti e non solo i loro demeriti - dice coach Seletti -. Così abbiamo realizzato di potercela fare. Prenderci sotto gamba non è stata una grande idea, pensavano che giocando una gara normale non avrebbero avuto problemi, ma non hanno fatto i conti con la nostra difesa, l’elemento cardine dei nostri successi. In attacco, alterniamo buone cose a pause e fiammate, però è la difesa che ci tiene sempre in partita. Se nell’ultimo quarto segni solo 6 punti, ma riesci a guadagnarti il supplementare e vincerlo, sei totalmente sul pezzo. Davanti a tutto c’è il gruppo, le giocatrici, l’intero staff, lo spirito di squadra si percepisce bene e dà la forza per far girare gli episodi a nostro favore».

La finale è il giusto premio alla caparbietà delle manfrede. «Queste emozioni resteranno dentro per sempre. Abbiamo raggiunto un obiettivo che sulla carta sembrava irraggiungibile, con tre ragazze del 2006 e due del 2008 in quintetto. La finale? Nessun passo indietro, tirando fuori il nostro valore fino all’ultima goccia. Vedremo se sarà sufficiente».

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