Undici giocatori a ruotare, dieci a referto, 50 rimbalzi, sette biancorossi a sfornare assist, ma soprattutto ognuno pronto a fare una corsa per il compagno incitarlo, rincuorarlo dopo un errore. In una parola, una Dole nuovamente squadra.
E non è un caso che dopo cinque partite da quattro sconfitte con 460 punti incassati (media schizzata addirittura a 92 nella serie horror), Forlì sia stata tenuta a stecchetto a quota 63 e il Flaminio sia tornato a esultare dopo tre ko interni.
In un derby, come ha detto nel dopo gara Dell’Agnello il 13° vinto su 14 negli ultimi due anni. Roba da mille scongiuri visto che domenica prossima arriva il 15° nell’astronave di Pesaro e nella tana della capolista. E’ il momento della verità, un successo vorrebbe dire aggancio con lo 2-0 negli scontri diretti e (Fortitudo a parte) le altre big Brindisi, Verona e Scafati da affrontare sul parquet amico a cavallo della Final Four di Coppa Italia in calendario sempre a Rimini.
Chi meglio del direttore tecnico Alessandro Bolognesi per lanciare quindi questa volata entusiasmante? Direttore, partiamo dal ritorno al successo: vittoria bella e convincente, con i lunghi per una volta a dettare legge e il contributo sporco di Leardini e del ritrovato Pollone...
«Direi che è stata una bellissima risposta a un momento negativo. Nei derby non è mai scontato, perché i valori si assottigliano, ma sono stati tutti molto bravi: da Marini e Denegri, che raddoppiati, hanno letto la gara innescando i lunghi, ad Alipiev bravissimo anche a mettere in ritmo i compagni. Ma tutti hanno fatto il loro».
Di derby in derby, è la settimana della sfida di domenica a Pesaro: nessun limite numerico ai tifosi ma biglietto nominale e obbligo del pullman. Quanti ve ne aspettate? E che partita sarà?
«Con i divieti e i limiti di trasferte avuti lo scorso campionato a Forlì, Pesaro e Bologna non mi sono ancora goduto la cornice da derby in trasferta e spero che siano tantissimi perché in passato ho visto immagini di un migliaio di riminesi fuori casa. C’è bisogno del nostro pubblico, è una gara che può cambiare la stagione, lo spartiacque per la promozione diretta: vincendo si andrebbe in testa a dieci turni dalla fine. La Vuelle si è dimostrata la squadra più forte, un meccanismo perfetto in cui ha aggiunto un giocatore come Jazz Johnson abile anche a rompere gli schemi, ma faremo la nostra parte. Pesaro a oggi è favorita, noi andremo lì per sovvertire i pronostici e giocarci le nostre chance di promozione diretta».
Dell’Agnello ha spiegato che con undici giocatori può scegliere nei vari momenti della gara e non prenderà decisioni ruffiane per accontentare tutti, come dimostrano i 5 minuti di Robinson con Forlì. Come gestirete la situazione?
«Penso che il messaggio a Gerald fosse già stato dato anche la domenica prima, quando aveva giocato 14 minuti che per un americano come lui sono comunque anomali. Noi dobbiamo cercare di capire la struttura migliore per tirare fuori il massimo da questa squadra, decidendo se ascoltare o meno proposte di altri club. Sandro sta gestendo tutto alla perfezione dopo mesi di emergenza: avanti così».
Capitolo Ogden: quali sono i tempi di recupero e quali le intenzioni del club?
«Mark ha ricominciato a correre e si sente bene. Ha iniziato anche a fare qualcosa con la palla e la nostra idea è aspettarlo, perché oltre ai valori tecnici ha dimostrato di avere valori morali essenziali per una squadra che vuole vincere o provare a vincere».