Era un derby delicato per mille e uno motivi, per Rimini che veniva da tre sconfitte interne consecutive, per Forlì in difficoltà, falcidiata da infortuni, in lotta per la salvezza. Lo vince la Dole al termine di una gara non bellissima. Sorridente e soddisfatto quindi coach Sandro Dell’Agnello, che applaude i suoi soprattutto per l’atteggiamento mostrato in campo. «Siamo soddisfattissimi, era una gara importante perché veniamo da un momento non facile per i risultati e per il morale. Ho visto giocatori che si sono sbattuti, aiutati, che hanno lottato su ogni pallone. Ho visto una presenza importante in campo, davvero l’atteggiamento giusto. Poi ci sono stati risvolti tattici che sia io che Martino abbiamo provato a mettere in campo, ma dal mio punti di vista questa sera sottolineo altro. Sono contento per il nostro pubblico, perché era una gara importante e sentita da tutto l’ambiente. Mi ha fatto piacere vedere uno striscione che recitava “due derby, quattro punti”. Proveremo in tutti i modi ad andare a vincere a Pesaro, mi piace sottolineare che nelle ultime due stagioni abbiamo vinto tredici derby su quattordici».
Solo 5’ in campo per Gerald Robinson, ancora un oggetto misterioso nello scacchiere del tecnico livornese. «In questo momento abbiamo 11 giocatori, per fortuna perché a Rieti siamo scesi in 6 e le abbiamo buscate, e dunque posso prendere decisioni per il bene della squadra. Robinson è un gran giocatore, credetemi, ma la squadra ora performa molto bene e lo faceva anche durante la sua assenza. Io in questo momento la rotazione la vedo così, niente di personale. Bene Alipiev, che ha fatto vedere le sue doti balistiche, e Pollone che è entrato con la faccia giusta, lottando e lanciandosi su ogni pallone”. Pollone che, tra l’altro, sembra ormai in uscita direzione Pistoia.
Alle parole del coach della Dole fa da contraltare l’analisi un po’ rassegnata e amara del coach dell’Unieuro, Antimo Martino. «Partita che per noi sulla carta si presentava difficile per il valore dell’avversario, per la trasferta, per come ci siamo arrivati in condizioni fisiche precarie, con Aradori perso durante il match. Ci sono state a mio avviso due partite: un primo tempo con buone cose, dove non ci siamo mai staccati da Rimini anche nelle difficoltà. Un secondo tempo, invece, dove non c’è stata proprio gara, abbiamo patito tutte le assenze e gli acciacchi, e alla luce del valore di Rimini poi si è fatta molto complicata».
Non certo le migliori condizioni per approcciare una sfida così sentita e delicata. «Abbiamo risentito il fatto di affrontare questa partita con tanti problemi arrivati in corsa, ho dovuto allungare le rotazioni con i giovani, negli ultimi minuti ho volutamente evitato rischi per Stephens e Harper perché Rimini era in controllo e a quel punto non aveva senso rischiare. L’esordio di Bossi? Non facile, soli due allenamenti, pronti via e una partita dall’impatto mentale e fisico di un certo livello, ha dato il massimo per quello che poteva dare».
Noie muscolari sul parquet per Aradori. «Ha sentito tirare, è rientrato dagli spogliatoi fasciato, ha provato a rientrare ma sentiva fastidio».
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