L’Andrea Costa che si radunerà lunedì 10 agosto è pronta già da tempo, grazie all’intenso lavoro svolto dallo staff di mercato biancorosso. Logico, quindi, tastare il parere e gli umori di chi, coach Dalmonte, la squadra dovrà prima “formarla” durante la preparazione, poi guidarla in campo a partire dall’esordio in campionato (27 settembre).
Basket B, Luca Dalmonte: «La nuova Andrea Costa? Sono soddisfatto e come sempre curioso»
Allora Luca Dalmonte, è soddisfatto del roster uscito da un mercato molto diverso, sia per tempistiche che per base di partenza, rispetto a quello della scorsa estate?
«Soddisfatto si, curioso molto e motivato moltissimo. La soddisfazione nasce dall’idea di aver costruito un gruppo basato su incastri giusti; la motivazione è quella di aver fatto la scelta di rinunciare al giocatore straniero e spero di trasmettere questa mia grande carica a tutta la squadra; la curiosità, come sempre prima di iniziare, è dettata da quel processo fondamentale che porta alla costruzione di un’entità compatta ed equilibrata, secondo le regole tecniche e morali da trasmettere giorno per giorno».
L’anno scorso non siete partiti con un obiettivo sportivo preciso e questa volta?
«Se ogni partita ha una storia a sé, figuratevi un campionato o una stagione intera. Molti mi rimproverano di essere troppo cauto su quelli che sono i risultati da centrare, gli obiettivi. Io so bene che fare previsioni in tal senso è azzardato. Col mio staff dobbiamo restare concentrati sul lavoro quotidiano, sulle regole di convivenza già accennate prima e sulle indicazioni dei test che svolgeremo. Creare la migliore solidità possibile del gruppo, questo è il vero grande obiettivo”.
Cosa ha pensato alla pubblicazione dei nuovi gironi, con l’Andrea Costa al Nord separata dalle altre romagnole?
«In due anni faremo il giro dell’Italia visto che cambieremo quasi tutte le avversarie rispetto allo scorso torneo. Vedo grande equilibrio nel girone, con alcune realtà giustamente ambiziose e una come Brescia che, in attesa del responso del mercato, lo sembra più delle altre. Dietro quel gruppetto arriva un gran numero di formazioni molto vicine per valori tecnici e fisici e noi siamo lì nel mezzo. La differenza la farà la capacità di reagire agli errori e agli inevitabili momenti difficili da parte di tutti, intendo squadra e ambiente».
Le è dispiaciuto perdere Vittorio Zedda, passato a sorpresa alla Mens Sana Siena? Pensa che si potesse fare qualcosa di più per tenerlo in biancorosso?
«Il mio dispiacere conta poco, come pure il mio pensiero. Sono abituato a guardare avanti e non indietro, anche perché in generale indugiare su quanto già successo può diventare pericoloso. Nel mercato queste situazioni sono all’ordine del giorno e vanno accettate. A Vittorio faccio i migliori auguri di una grande stagione a Siena».
Sanguinetti e Filippini, per quanto sotto contratto, sono fuori dal vostro progetto tecnico o potrebbero essere convocati per il raduno, qualora non vi fossero novità dal mercato?
«E’ inutile continuare a parlare di chi c’era o di chi ci sarebbe dovuto essere. Da questo momento in poi penso sia giusto concentrarsi sul nuovo gruppo e sulla stagione».
La sua scelta di rinunciare a capitan Sanguinetti ha fatto molto discutere la tifoseria, ma quindi qual è stata la motivazione?
«Tutto è stato fatto per il bene dell’Andrea Costa, perché ciò che conta è scritto davanti alla maglia e non dietro. Passano le proprietà e i manager, ma l’Andrea Costa resta e ho pensato al bene comune che essa rappresenta».