Basket B, la Romagna festeggia la fine di marzo: un mese con due sole vittorie totali

Basket

Il rilancio di Faenza, l’incubo senza fine di Ravenna e soprattutto della Virtus Imola. Il periodo difficile, ma forse capitato al momento giusto, dell’Andrea Costa. Non è stato un week-end da ricordare per la Romagna di B, uscita dal mese di marzo con le ossa abbastanza rotte. Faenza ha vinto una volta su cinque, l’Andrea Costa idem (con la Luiss ha giocato il 28 febbraio), Ravenna 0/4 e la Virtus Imola 0/5: totale 2/19 e se consideriamo che gli unici due successi sono arrivati nei derby, ovvero Faenza-Virtus e Up-OraSì, allora il quadro è ancora più desolante.

Verrebbe da dire che di qui al 29 aprile ultima giornata di regular-season, si possa solo migliorare e sarà il caso che sia proprio così, altrimenti la retrocessione della Virtus Imola in B Interregionale e il coinvolgimento dell’Orasì in dei rischiosissimi play-out diventeranno realtà. Di sicuro sabato non potranno sbagliare proprio queste due ultime squadre, con i gialloneri a ospitare Jesi al Ruggi (ore 20.30, fischia la terna Spinello-Fusari-Spinelli) e l’OraSì impegnata al Costa (stesso orario, Mammola-Melai-Corso) la Luiss Roma in caduta libera (due successi nelle ultime sette partite).

Naoni stagione finita

A proposito di Ravenna, ieri il club giallorosso ha ufficializzato ciò che si sapeva da tempo, ovvero che la stagione di Alessandro Naoni è da considerarsi finita, a seguito della seconda sublussazione della spalla rimediata nel corso del campionato (il 22 febbraio contro Casoria). Il 23enne bresciano ha fatto ritorno nella sua città per proseguire il percorso di recupero e valutare la possibilità di un intervento chirurgico.

Naoni ha chiuso a 7.6 punti, 1.6 assist e 18’ di media, col 43% da due, il 24% da tre e il 64% ai liberi. Cifre peggiori rispetto allo scorso anno con la Bakery (11.9 punti in 25’, con il 31% da tre), ma fortemente condizionate dai problemi fisici che hanno fatto perdere a Naoni un mese e mezzo di campionato pure fra inizio ottobre e metà novembre. Di certo la sua assenza si è sentita e l’impatto del neo-acquisto Gabriele Romeo sarà tutto da scoprire, specie alla luce del grave infortunio al tendine d’Achille patito l’estate scorsa. L’ennesima scommessa da vincere.

I lasciti del derby

Faenza si è rimessa in moto con una vittoria, magari non limpidissima ma tutta “sostanza”, nel solito derby pazzo contro l’Imola giallonera e sabato a Nocera (ore 20.30, arbitri Rubera, Faro e Marcelli) potrà affrontare un avversario lanciatissimo (4 vittorie consecutive) e al tempo stesso più tranquillo grazie proprio a questa serie positiva. L’impressione, confermata dal 2° tempo di domenica, è che quando la pressione difensiva aumenta sui faentini, loro troppo spesso reagiscano affidandosi al tiro da tre, di per sé uno degli aspetti più altalenanti del gioco. Certo servono esterni con passo nell’uno contro uno o lunghi offensivamente coinvolgibili, qualità forse entrambe mancanti nel roster dei Raggi, ma con la buona volontà, la circolazione di palla e un po’ di “garra” in più ci si dovrebbe ovviare.

Quanto alla Virtus Imola il tempo comincia sempre più a stringere, servono 3 vittorie nelle ultime 5 partite per toccare quella quota 20 che, con qualche risultato favorevole dagli altri campi, potrebbe valere almeno il penultimo posto e i play-out. Come scrivevamo all’inizio battere Jesi è fondamentale, viste anche le motivazioni decisamente più urgenti degli imolesi rispetto ai marchigiani, poi si potrà andare a fare due conti guardando quanto successo soprattutto in Ferrara-Loreto Pesaro e Piombino-Fabriano. Ecco proprio i marchigiani, attualmente a quota 18 ma con un saldo negativo negli scontri diretti con la Virtus, sembrano quelli da mettere nel mirino, considerando il turno di riposo ancora da scontare. In 4 partite (Piombino e Faenza fuori, Luiss e Nocera in casa) la Ristopro ha solo 2 punti veramente alla portata e, comunque, si torna al discorso di quella famosa quota 20 di cui sopra.

Attacco spuntato

Dei numeri negativi dell’attacco Andrea Costa nel mese di marzo abbiamo già scritto parecchio. Di certo il problema non sembra tanto di natura tecnica, quanto mentale e, forse, legato a un calo fisico. Il Dna difensivo dell’Up e la sua compattezza di squadra, infatti, sono rimasti intatti pure nelle sconfitte, ma sono calate drasticamente le percentuali dal campo, aumentate le palle perse e in generale è diminuita la fluidità (mai eccelsa) dell’attacco romagnolo. Lo specchio di queste difficoltà stanno nelle cifre di Moffa, una delle tre punte oltre a Kupstas e Sanguinetti: l’esterno riminese nelle ultime cinque partite è andato solo una volta in doppia cifra, viaggiando a 8 punti e 5.6 di valutazione di media, col 36% da 2 e il 23% da 3. Moffa è stato sotto la doppia cifra tredici volte e l’Up di queste ne ha vinte solo due (i derby con Virtus e Faenza). Insomma, all’Andrea Costa serve il vero Moffa.

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