Neanche il tempo di metabolizzare gara 1, che questa sera si scende in campo nuovamente per gara 2 al Pala Agsm Aim di Verona (palla a due alle 20.45, fischiano Salustri, Caforio e Wassermann). È chiamata subito al riscatto la Dole, nell’intento di trovare il punto della parità e portare la serie a Rimini sul risultato di 1-1, come già era accaduto ai quarti contro Pesaro e in semifinale contro Cividale.
La prima gara della serie ha lasciato certezze sulle quali ripartire, e qualche attenzione in più da mettere in campo contro una squadra davvero quadrata come la Scaligera. Buon primo quarto, poi a metà del secondo l’episodio che ha di fatto indirizzato il match, con l’antisportivo comminato a Camara, apparso davvero senza senso oltretutto rivisto all’instant, che ha di fatto minato le certezze di una Dole sin lì sul pezzo, con il parziale di 9-0 Verona che ha scavato quel solco alla fine risultato decisivo: «Primo tempo poco sostanzioso dal punto di vista difensivo, potevamo evitare qualche situazione come ad esempio due bombe di Baldi Rossi piedi a terra per due equivoci tra nostri giocatori - l’ammissione di coach Sandro Dell’Agnello a fine gara - Per fortuna non ci siamo scomposti troppo, nel secondo tempo siamo stati molto più efficaci, migliorati in attacco, quando ci siamo riaffacciati sotto nel punteggio abbiamo costruito anche dei buon tiri che però non sono entrati. Può succedere, la difesa di Verona è molto fisica, difficile andare dentro».
A fare la differenza, numeri alla mano, i tanti punti sulle seconde palle, 15-5 per Verona, un dato che sicuramente andrà sistemato in vista di questa sera: «Vero che siamo stati tutta la partita sotto, anche se due quarti sono stati vinti dai veneti e noi abbiamo vinto due quarti. Abbiamo qualcosa da recriminare su noi stessi, non certo su Verona che ha vinto con merito, ma il punteggio è forse fin troppo bugiardo e troppo pesante, per questo rimango davvero ottimista in vista di gara 2. Abbiamo sbagliato dei cambi, a volte sono da fare, a volte no, ci sono state incomprensioni che hanno lasciato liberi i loro tiratori da fuori, pieni a terra, e ci hanno sempre fatto canestro. Qualche taglia fuori fatto meglio sarebbe stato utile, è stata la differenza sostanziale che ha deciso la partita».
Nella ripresa la Dole ha tentato il colpo di coda, sotto anche di sedici punti è rientrata a meno 6, fallendo in due azioni consecutive il tiro del possibile rientro ad un solo possesso di distanza: «Noi abbiamo delle certezze e della confidenza in quello che facciamo. Diverse palle vaganti sono capitate nelle mani dei loro tiratori piedi a terra, noi abbiamo tirato diverse volte da liberi ma il pallone non è andato dentro».