Non buona, ma ottima la prima fra i grandi per Matteo Lenci, protagonista a Montecatini di uno di quegli esordi che si sognano da bambini. Non tanto e non solo nei numeri, comunque ottimi, quanto nell’atteggiamento, nella naturalezza, nella personalità con cui il non ancora 19enne (li compirà a breve, l’8 ottobre) è sceso sul parquet. Senza pagare dazio al quintetto base, al palazzo carico di entusiasmo di una neopromossa di grande tradizione, al primo confronto con veterani con in palio punti veri. Suoi sei dei primi dieci della Dole, prologo di 23 minuti in cui l’ex Virtus Bologna ha sfiorato la doppia cifra con 9 punti figli del 100% dal campo (1/1 da due e 1/1 da tre) e del 4//7 ai liberi e messo a referto tre rimbalzi, una palla recuperata di prepotenza e uno stoppone. Tutto come fosse la cosa più normale del mondo, sporcando anzi diversi altri palloni a rimbalzo, in anticipo sull’uomo e facendo girare la palla con la prontezza di chi conosce il gioco. “Lenci c’è”, direbbe Guido Meda, pur consci (lui e coach Dell’Agnello) che arriveranno anche giornate più difficili ma altrettanto utili al processo di crescita di un ragazzo di oltre due metri che ha subito detto di voler dare il proprio contributo ovunque ci sia necessità: da 4 di base ma non solo. E che il giorno dopo dimostra anche davanti a microfoni e taccuini da studiare da grande con l’umiltà che serve.
Basket A2, Lenci: «La fiducia che sento alla Dole mi dà la spinta in più»
Lenci, partiamo da Montecatini: quando ha saputo di essere in starting five e cosa ha provato?
«Il coach me l’ha detto al rientro dallo spogliatoio prima di entrare in campo per l’attivazione e ho pensato subito che dovevo farmi trovar pronto: il pre-campionato mi ha insegnato che devo essere sempre sul pezzo e questo mi ha aiutato molto. Mentre entravamo in campo Denegri mi si è avvicinato e mi ha chiesto se sapevo di essere titolare, gli ho detto che lo avevo appena saputo e tutti mi hanno messo a mio agio. Sentire grande fiducia da parte della società, del coach e dei compagni fin dal primo allenamento mi ha dato una grossa spinta e quella prestazione nasce da lì: so però bene che c’è ancora tanto da fare e che bisogna lavorare sodo, ma lo considero un buon punto di partenza.».
E cosa le hanno detto il coach e i compagni alla fine?
«Erano contenti di come avevo approcciato la partita, perché non era scontato per un giovane avere un esordio così bello contro una squadra di un certo livello. Ho sentito felicità e ottimismo da parte di tutti, ma è solo la prima, devo pensare ad allenarmi al massimo perché ce ne siano altre così».
Ha ricevuto messaggi di felicitazione dopo la partita?
«Molti. In primis dal mio ex coach Mattia Largo degli anni in Virtus (mi ha fatto molto piacere) e da diversi ex compagni, da tanti amici e dalla mia famiglia. Complimenti che fanno piacere».
Come si trova a Rimini e alla Dole? Cosa le piace di più?
«Sto benissimo in città e in campo, coi compagni e con lo staff. Non avrei potuto chiedere di meglio e ringrazio tutti per la fiducia e come lavorano su di me con consigli sul campo e con il lavoro anche individuale degli allenatori. Le città col mare mi piacciono molto e qui c’è tutto, mare e centro godibilissimo».
Ha legato con qualcuno in particolare?
«In primis con De Gregori, mio coetaneo arrivato insieme a me che fra l’altro è del posto. Ma è stato subito tutto in discesa, sto bene con tutti».
Obiettivi della stagione?
«Quello di gruppo è fare una grandissima stagione, lavorare duro tutto l’anno per portare a casa il massimo. A livello individuale è apprendere il più possibile essendo il primo di tre anni di un rapporto con la Dole, voglio migliorare e crescere il più velocemente possibile grazie a compagni e allenatori super».