Si alza il sipario sul campionato 2026-2027 e a tirare le corde per aprire il palcoscenico al pubblico sono la vincitrice della Supercoppa, la Gesteco Cividale, e una Unieuro che alla sua 11ª partecipazione consecutiva al secondo torneo nazionale, vuole riscattare nel gioco, nell’immagine di sé e in fin dei conti nei risultati in primis, la grigissima annata scorsa.
C’è attesa, curiosità e anche emozione per i tanti volti nuovi della società e della squadra a partire da Francesco Nanni, forlivese di nascita e di formazione, che affronta per la prima volta in carriera una stagione da capo allenatore e lo fa nella propria città. Con tutti gli onori e oneri del caso, con tanto affetto ad accompagnarlo, ma anche con un peso di pressione particolare. Perché Forlì coi propri figli sa essere tanto generosa quanto matrigna.
Anche, ma non dovrà essere solo quello il metro di giudizio perché i punti in classifica non sono il solo obiettivo della stagione. Certo che partire bene a Cividale aiuterebbe, però lo sguardo, di tutti, deve per forza essere proiettato più in là.
«Per noi iniziare il campionato in casa di una società che rispettiamo molto non solo per i risultati che ottenuti, ma anche per la quantità di giocatori che ha lanciato, è una grande opportunità - dice Francesco Nanni -. E’ un bel test che affrontiamo a testa alta, volendo confrontarci alla pari con le grandi della categoria e dentro abbiamo grande entusiasmo».
Anche il suo, da forlivese, appunto. «Se mi soffermo a pensarci fa effetto allenare Forlì, oggi la mezz’ora che anticiperà il match sarà emozionante così come la prima in casa con Cento, ma per fortuna sono così immerso nel “frullo” quotidiano del lavoro che ci penso poco. Allenare è sempre allenare, le cose non cambiano da quando facevo l’assistente».
Le condizioni mentali e fisiche del gruppo al momento della prima palla a due, sono buone a detta del coach. «Veniamo da un’ottima settimana di allenamenti in cui c’è stato un grandissimo focus su tutte le richieste che abbiamo fatto: ho chiesto ai ragazzi di non pensare ai risultati della nostra pre-season perché tra quella e ciò che si affronterà da adesso c’è un’enorme differenza. Lo dimostra Cividale stessa che giocando due gare di Supercoppa ad altissima intensità, dimostra di avere preparato al meglio i propri giovani per questo tipo di match».
Cividale è un progetto nato anni fa, Forlì parte ora con intenti simili. «Loro sono al quinto anno, noi al primo, ma la volontà di mettere in campo i giovani è la stessa e noi, dei nostri, siamo molto contenti. Non sono spaventato dal fatto che per molti sia la prima esperienza ad alto livello, altrimenti non li avrei presi. Ho parlato tanto e voglio vederli reagire sempre e subito a qualsiasi situazione si presenti in campo, rimanendo coerenti con le nostre scelte. Possono fare errori, ma senza mai avere paura, senza mai mancare nell’intensità».