C’è chi cambia i fattori sperando che diano un risultato moltiplicativo rispetto alla stagione scorsa e chi ha cambiato sostanzialmente l’ordine degli addendi scoprendo alla prima prova “vera” che, come matematica insegna, il risultato non muta. È questo il leit motiv che accompagna l’attesa della prima giornata di campionato per Unieuro Forlì e Gesteco Cividale, messe dal calendario una di fronte all’altra sabato in Friuli in un momento decisamente felice e positivo per entrambe.
Sì, perché da un lato Forlì esce dalla pre-season confortata nei risultati (cinque vittorie consecutive, tutte lontano dal Pala Galassi) e nelle prestazioni fornite da un gruppo rinnovatissimo a partire dalla sua guida tecnica. Dall’altro la seconda Supercoppa consecutiva conquistata a Ravenna ai danni di Rimini ha dimostrato che Cividale, sotto la sapiente guida di Pillastrini, ha un impianto di gioco e uno spirito di squadra solidi e collaudati che possono cambiare da un anno all’altro tanti protagonisti, ma un ruolo importante i gialloblù lo reciteranno sempre.
Dall’Mvp Tommaso Vecchiola a Tio Tiagande, sino a Bottelli, Cividale ha nuovamente pescato giovane (dalla B Nazionale) e pescato bene e sarà un osso durissimo per la Pallacanestro 2.015 che ha proprio Cividale come fonte d’ispirazione per il suo nuovo corso.
E la sensazione data dal precampionato al netto del suo essere tale e quindi “contuntubo” è che hanno il diesse Bonotti, assieme a coach Francesco Nanni, abbiano fatto buone pescate sul mercato dei giovani.
L’ultimo a mettersi in evidenza è Giacomo Zanetti, gestito per via della caviglia operata a inizio preparazione e in crescendo di condizione e rendimento nelle ultime amichevoli col top dei 14 punti a Mestre.
C’è poi l’Mvp delle ultime finali Under 19, Andrjia Josovic, che esce dalla panchina e sfrutta la capacità di giocare nei due ruoli di ala e il tiro dalla distanza: ha inanellato una serie di gare in doppia cifra che devono dargli morale in vista del debutto tra i grandi. Quando al tiro abbinerà più confidenza nel gioco in avvicinamento al ferro, arma che ha in virtù del fisico, potrebbe essere una variabile decisiva della stagione.
Così come si può dire di Mattia Ceccato, il più giovane coi suoi 19 anni, ma con nelle mani (e nella testa da figlio di un allenatore) del talento per sbocciare prestissimo. È già stato la rivelazione dell’estate, lo sarà anche del campionato?
L’importante per avviare realmente bene l’annata sul campo, è che il risultato di sabato a Cividale non faccia alcuna differenza. Se l’Unieuro dovesse vincere, tanto meglio, in caso contrario lo scenario e le prospettive future, non cambierebbero di una virgola. Proprio Cividale, insegna.