Il basket è cambiato tantissimo in questi ultimi anni e non parliamo solo di stili di gioco, ma del livello di intensità, energia, atletismo che la pallacanestro ormai esige in campo durante i 40 minuti di ogni incontro e che, quindi, aumenta lo sforzo e i rischi fisici conseguenti. In più si gioca tanto, tantissimo, in un calendario ipercompresso che prevede ancora cinque giornate in soli 22 giorni per poi correre di nuovo nella post season con le sue serie da cinque gare in dieci giorni.
Basket A2, Dole e Unieuro il conto totale degli infortuni è salatissimo
Quanti infortuni
Mai visti così tanti, più o meno seri, come in questa stagione di A2 e se tutte le squadre hanno pagato dazio da questo punto di vista, comprese le due battistrada Pesaro e Fortitudo durante tutta la stagione e anche adesso con i “crack” di Miniotas e Imbrò, la pallacanestro romagnola questa situazione l’ha subita e la sta soffrendo ancora pesantemente.
Dole Rimini e Unieuro Forlì arrivano al rush finale della regular season con un pesante fardello: assenze, acciacchi, strascichi di infortuni non superati del tutto, dubbi su come e quanto possano incidere sul cammino che le attende e necessità di intervenire ancora sul mercato per rimpiazzare chi non potrà più essere utilizzato (Ogden) o rischia di esserlo a spizzichi e bocconi (Harper). Il guaio è che questo quadro Rbr e Pallacanestro 2.015 se lo trascinano dall’inizio, o quasi, dell’annata. E al di là di limiti, mancanze, errori, un peso sulle rispettive classifiche lo sta avendo eccome.
Una botta di conti
Partiamo da Rimini che domenica a Roseto è giunta addirittura alla 16ª partita stagionale disputata senza uno straniero in campo. A queste se ne aggiunge un’altra in cui i biancorossi non li hanno avuti entrambi. Bilancio? Dieci vittorie e sette sconfitte. E sette sono tante così come lo sono le giornate di assenza dei singoli elementi della rosa di Dell’Agnello. Recordman, suo malgrado, è Gerald Robinson, che prima di essere stato messo fuori rosa (e poi transato), è stato ai box 15 gare. Segue a ruota Ogden che, considerando che Rimini non ha ancora inserito il suo sostituto, con Roseto è salito a 11. Ora il conto si fermerà, poiché il suo campionato è dolorosamente andato in archivio. Rischia di continuare, invece, quello legato a Leardini, arrivato a sei incontri non disputati superando Camara, che ha perso tutta la preparazione estiva e le prime cinque partite di campionato. A loro, poi si aggiungono Tomassini e Marini, entrambi a due gare non giocate per infortunio.
Il conto è salatissimo, ma se Atene piange, Sparta non ride. L’Unieuro Forlì è immersa in un vortice, con le tre assenze dal quintetto base di Scafati che riaccendono l’allarme rosso. Anche perché, al di là delle partite disputate o meno, c’è tutta la preparazione settimanale che va a ramengo sull’altare sacrificale della “gestione delle noie fisiche” e sul campo questo si paga in termini di condizione atletica, intesa, preparazione tattica del match. Un effetto domino, insomma.
Ecco il conto in casa Forlì. Tavernelli è giunto all’8° incontro non giocato e Gaspardo al 5°. Harper sale a quota 3 superando l’ormai ex Del Chiaro che ne saltò due poi ci sono Allen, Gazzotti e Pinza, tutti a uno. In totale, l’Unieuro ha giocato 4 gare senza uno straniero (bilancio 1-3), ma considerando il tempo intercorso tra la cessione di Del Chiaro e l’arrivo di Bossi, vanno idealmente inserite nel computo sei gare a rosa incompleta (bilancio 3-3).
La situazione
La risonanza magnetica cui è stato sottoposto Harper ha confermato l’infiammazione al tendine d’Achille, ma ha escluso lesioni e per ora Forlì cerca di recuperarlo per sabato. Resta però l’incertezza sull’evoluzione della problematica anche se, al momento, la società non pare intenzionata a intervenire sul mercato.