Con l’anticipo Legnano-Assigeco Piacenza prende il via, sabato il girone A del campionato di B Nazionale. La grande novità rispetto alla scorsa stagione, oltre all’assenza della retrocessa Virtus Imola, è la divisione delle romagnole con l’Andrea Costa unica al Nord e Faenza-Ravenna al Sud.
I biancorossi sfideranno domenica al Pala Moncada di Agrigento una delle teoriche top quattro del girone: in dubbio il play Manuel Saladini, fermo ieri dopo la botta al quadricipite sinistro subita in amichevole con San Vendemiano (ginocchiata di Magro).
Il girone Nord si presenta estremamente compatto, con la sola Brescia sulla carta sopra la media e l’accoppiata Vicenza-Sangiorgese leggermente sotto. La differenza, insomma, una volta più che mai la faranno i dettagli, specie nelle tantissime partite punto a punto.
Fascia 1: Brescia e San Vendemiano
Sulla superiorità dei lombardi nessuno ha dubbi, basti ricordare il quintetto da favola con Sabatini-Klanjscek (ex Andrea Costa)-Nikolic-Lombardi-Burns. Qualche piccola perplessità sulla panchina (appena firmato il lungo Bedin) e sulla capacità di coach Calvani di lasciarsi alle spalle il recente esonero a Roma, ma sembra difficile ipotizzare una Leonessa sotto il primo posto finale. Gran bella squadra anche San Vendemiano, costruita attorno al talento purissimo dell’esterno Brekic, ala serbo-croata che potrebbe rinverdire i fasti del lituano Gluditis. Barattini in regia, Abega, Morici, l’ex Vicenza Da Campo e l’imolese Marangoni, nel roster di Campanella non mancano di certo esperienza, talento, gioventù, atletismo e intercambiabilità.
Fascia 2: Orzinuovi e Agrigento
Le ambizioni di Orzinuovi sono chiare, del resto se come straniero prendi il play ex imolese Roko Rogic (l’anno scorso in A2 all’Urania Milano) non puoi fare pretattica. Esterni da urlo (Piccone, Cacace, Dellosto, Venturoli e Minoli), lunghi così cosi (Oxilia da 5) e da capire se coach Bassi (in passato promosso in A2 con Chiusi) è l’uomo giusto nel posto giusto. Occhio ad Agrigento, che con un altro ex Andrea Costa, Emanuele Trapani, in regia e l’accoppiata Cepic-Douvier dentro l’area ha abbondanza quanto serve per essere protagonista.
Fascia 3: Legnano e Omegna
Qui siamo di fronte alle più classiche delle mine vaganti, accomunate dal fatto di conosce benissimo la categoria, di essere da sempre nel girone Nord e di avere allestito due roster decisamente intriganti. Legnano parte un po’ più avanti, in primis per le sicurezze che dà coach Piazza in secondo per una squadra costituita da 10 giocatori 10 senza buchi e con i vari Oboe, Scarponi, Scali e Stepanovic a dettar legge.
Omegna ha scommesso su Michele Belletti (l’anno scorso al Costone Siena in B Interregionale) come allenatore e l’infortunio del play Molteni non ci voleva ma i piemontesi vantano solo certezze. Misters è da sempre uno dei migliori stranieri del torneo, Balanzoni uno dei top centro, Contento fa canestro e dalla panchina occhio all’atletismo straripante dell’ex Ozzano Obinna Odah.
Fascia 4: Piazza Armerina e Andrea Costa Imola
Da qui in giù le incertezze aumentano, come pure le differenze tra una squadra e l’altra. I siciliani sembrano pronti, dopo un anno di apprendistato, a compiere il salto di qualità, grazie al talento del numero 4 Sederivicius (candidato Mvp della B), all’esperienza del centro Gaetano e a una panchina davvero solida. L’Andrea Costa sa che già ripetere la scorsa stagione (7° posto, record di 21-15) sarebbe straordinario, ma può farcela puntando dalla forza del sistema difensivo costruito da coach Dalmonte. La fragilità nel posto 5 e una gerarchia nei finali punto a punto tutta da definire: ecco l’attuale rovescio della medaglia biancorossa, che presenta d’altro canto più talento offensivo rispetto alla sua ultima versione e un giocatore come William Wiltshire in rampa di lancio. Anzi in rampissima.
Fascia 5: Piacenza e Lumezzane
Prendete questa fascia e scambiatela con quella sopra, nessuno potrebbe contestarlo. Ripetiamo, differenze irrisorie. Fra i piacentini di coach Ghizzinardi (una sicurezza in categoria) pollice alto per la coppia ex-Faenza Fragonara-Vettori e idem fra i lombardi per la regia di Rubbini e l’impatto del settore lunghi (La Torre, Cusin, Alessandrini e Varaschin).
Fascia 6: Orlandina e Treviglio
Qui cominciano le vere incognite. Treviglio sulla carta ha ridimensionato le ambizioni puntando su giovani sul parquet (Dore e Pollini) e fuori (coach Cardelli dall’Olimpia), ma il fattore campo, il recente innesto di Borra e la continuità ad alto livello meritano la massima attenzione. Questi ultimi due punti valgono all’ennesima potenza per Capo d’Orlando dove non si vince quasi mai e dove tra Musso, Jasaitis, Klyuchnyk e coach Bolignano l’esperienza non è un’optional.
Fascia 7: Fiorenzuola e Ferrara
Due ottimi allenatori (Da Re per i piacentini, Bianchi per i ferraresi) sembrano garanzia per squadre chiamate in primis a guardarsi dietro le spalle.
Fascia 8: Desio e Reggio Calabria
Il ripescaggio ha costretto la Viola a una costruzione tardiva e queste cose di possono pagare. Discorso differente per Desio, gruppo in buona parte confermato ma sembra mancare un po’ di talento (occhio al centro ex Ozzano, Diambo).
Fascia 9: Sangiorgese e Vicenza
I milanesi neopromossi possono sorprendere, puntando sul lavoro di coach Zambelli e su alcune scommesse come Maruca, Bocconcelli e Di Meco. A prima vista Vicenza non convince, ma l’ex Ravenna Cesare Ciocca è l’uomo giusto per trovare la quadra. Occhio al 2008 Nicolas Fajardo, figlio di Diego amatissimo ex Andrea Costa.
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