Basket A2, Dell’Agnello: «Una partita vuota». L’infermeria invece è sempre piena

Sport

Smaltita la sbornia da vittoria della Coppa Italia, il campionato ha subito presentato sul piatto il conto di una stagione davvero complessa, sfortunata e logorante tra infortuni e assenze. Se la sconfitta di Bologna all’overtime, dopo un’intera partita condotta su un campo difficile come quello della Fortitudo, aveva lasciato ben più di un rimpianto, la netta debacle interna contro Verona non lascia spazio a interpretazioni.

Per un Ogden ancora ko, recidivo al problema al piede che già lo aveva tenuto fuori da fine dicembre a fine febbraio, nei primissimi minuti della sfida infrasettimanale contro la Tezenis, si è aggiunto l’infortunio di Giacomo Leardini, per cui in attesa di accertamenti si prospetta un guaio muscolare nella zona inguinale.

Coach Sandro Dell’Agnello al termine del match contro gli scaligeri ha analizzato senza mezzi termini la serata negativa. «Abbiamo fatto una partita vuota, dal punto di vista dell’energia sia fisica che mentale sin dalla palla a due e di conseguenza dal punto di vista tattico, perché Verona in campo ha spadroneggiato. Ovviamente mi prendo la responsabilità che mi compete, ma ad onor del vero, delle ultime cinque partite giocate tra campionato e coppa, tre le abbiamo vinte bene e a Bologna mai e poi mai avremmo meritato di uscire sconfitti. Con Verona è stata proprio una caduta di energia, non siamo riusciti a giocare la pallacanestro che sappiamo fare, quella che solo due settimane fa ci avevamo permesso di battere due volte uno squadrone come Brindisi e la stessa Verona in finale di Coppa. Forse siamo anche un po’ stanchi dal punto di vista mentale e questo si trascina poi il discorso fisico e dal punto di vista tecnico ne è uscita una partita davvero povera, fatto una brutta figura, e questo mi dispiace. Abbiamo abusato del tiro da tre in attacco, quando abbiamo provato ad andare sotto abbiamo collezionato tante perse, partita da ricordare e non ricordare allo stesso tempo».

Il riacutizzarsi del problema di Ogden e le condizioni di Leardini terranno banco fino alla trasferta di Roseto di domenica. Antidoto per risollevarsi? Il lavoro quotidiano. «Ogden è un generoso, a Bologna ha giocato sul dolore, ma era stato autorizzato dallo specialista che lo segue, alla vigilia del turno infrasettimanale non era nelle condizioni di poter scendere in campo, sicuramente è una situazione che andrà gestita di volta in volta, difficile fare previsioni perché non sono un medico. Quando a questo si aggiunge l’infortunio del tuo numero 3 titolare, tra i più energici in campo, è normale che un po’ di svuotamento e frustrazione sia comprensibile. Ci riscatteremo sicuramente - conclude il tecnico livornese - abbiamo giocatori intelligenti che non commetteranno nuovamente gli errori visti l’altra sera».

Resta il fatto che la Dole non può permettersi di “regalare” uno straniero nel momento decisivo della stagione. Quindi dopo l’ennesimo consulto con lo specialista che segue Ogden, società e staff tecnico prenderanno la decisione definitiva. Andare avanti con l’ex Brindisi, oppure seguire altre strade.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui