Play-ball come si dice nel gergo del baseball. Dopo l’antipasto della scorsa settimana con l’inizio del campionato di Serie A Silver, questa sera comincia anche la Serie A Gold, la massima serie di uno sport che ha ricevuto una clamorosa e inaspettata pubblicità per l’avventura della nazionale italiana al World Baseball Classic.
Il campionato propone al debutto subito un big match, perchè San Marino-Macerata (oggi alle 19 sul Titano e domani nelle Marche) potrebbe pure essere anche l’ultimo atto della stagione viste le forze in campo delle due squadre,
«Macerata si è inserito qualche anno fa nel novero delle squadre che puntano al bersaglio grosso - dice il giemme del San Marino, Mauro Mazzotti - ed è una delle nostre principali avversarie come le classiche Parma e Bologna. Sulla carta chi può inserirsi nella lotta al vertice può essere il Nettuno che ha fatto una grossa campagna acquisti, anche se è difficile fare dei piani con le figurine, solo il campo dirà quali saranno i reali valori».
Una frase ormai abituale di Mazzotti è che la squadra favorita è sempre quella con il tricolore sulle casacche, quindi caccia al San Marino. «In tutti gli sport il ruolo di favorito spetta alla squadra campione in carica, ma è anche vero che confermarsi è anche più difficile che vincere. Perchè le avversarie vogliono prendersi le rivincite e hanno fatto di tutto per armare squadre ancor più competitive».
Ritocchi importanti
Il roster scudettato del 2025 è stato confermato per gran parte, ma la parola chiave di questa stagione a San Marino è stato ringiovanimento. «E’ una cosa che cerchiamo di fare già da qualche anno, il materiale umano giovane e di livello non è facile trovarlo, stiamo attenti a quello che può proporre il mercato che quest’anno ci ha offerto la possibilità di ingaggiare Guevara, l’esterno centro della nazionale (che prende il posto di Federico Celli passato a Bologna, ndr), Wong che ha 21 anni e arriva da un percorso Pro, sul monte di lancio Artitzu classe 2002 oltre a due ragazzi provenienti dal vivaio dei Falcons Torre Pedrera come Magnani e Mazzone che potrebbero rappresentare il futuro». Detto che ha salutato anche Batista ed è arrivato l’altro azzurro Renzo Martini, si è parlato di Artitzu l’unico elemento nuovo in un monte di lancio ormai collaudato con Lage, Leal e Mendez per la partita dello straniero, Palumbo, Di Raffaele e Artitzu in quella riservata ai pitcher italiani.
La nuova guida tecnica
Ma la grande novità sarà in dug-out con Jairo Ramos promosso manager. «Quando si sostituisce una leggenda come Bindi, perché i risultati parlano per lui, non è mai facile prendere una decisione. Siamo andati su Jairo che da noi ha fatto il giocatore e poi è entrato nello staff tecnico, conosce i giocatori, l’ambiente, sa quello che serve per dirigere una squadra nel campionato italiano e gli piace il baseball di un certo livello».
Come giudica la nuova formula della Serie A? «La divisione tra Gold e Silver è sostanzialmente un ritorno alla Serie A1 e A2, due campionati con obiettivi diversi. La Federazione ha deciso di organizzare la Serie A Silver come campionato di sviluppo, con più partite rispetto alla Gold dove il clou sarà concentrato nei play-off. La cosa interessante, per chi avrà la fortuna di arrivare in fondo, è la reintroduzione delle serie di semifinale e finale su sette partite: questo aumenta il thriller e in queste serie più lunghe l’inerzia e lo stato di forma dei giocatori saranno ancor più importanti».
Il dopo-Classic
Le vittorie della nazionale negli Stati Uniti hanno riempito le pagine dei giornali, invaso i social, interessato le televisioni, portando il baseball fuori dall’orticello degli appassionati. Ora cosa dovrà fare il movimento per non disperdere questo prezioso tesoretto?
«E’ stato molto bello sentire tanta gente parlare di baseball, tanti media occuparsi di uno sport che non veniva mai nominato. Però il Classic è durato due settimane, il nostro livello in Italia è distante anni luce da quella competizione che vede in campo il meglio del baseball mondiale. Non sono certo io che devo dire alla Federazione cosa devono fare adesso, credo che i vertici federali sappiano di aver avuto un picco di notorietà importante e anche inaspettata, ora dovranno sfruttarla perchè di baseball se ne possa parlare anche nei prossimi mesi».